
Il transalpino Arnaud Aubin, portacolori del team JK Datch di Riccardo Boschi ha vinto la 5° edizione della Enduropale de Toquet. Una corsa con centinaia i piloti, la classica gara su sabbia che ogni anno richiama l’attenzione dei più esperti e giovani. Il francese ha preceduto il favorito Alexis Gaundreè e Nicolas Leteve.
“Sono molto contento questo rallye è una gara mitica e vincerlo ti fa stare davvero bene. Non ero neppure il favorito, ma ho disputato davvero una grande gara. L’Enduropale è molto importante per l’apprendimento dei giovani piloti come me, ci permette di imparare a gestire la moto in condizioni di grande instabilità, anche le cadute servono a imparare. Sono davvero felice di questo risultato”.

Che si tratti di Formula 1 o di motomondiale, la sostanza del discorso non cambia. L’obiettivo è sempre lo stesso: avere più team e quindi più investimenti. È questa la tesi sposata dalla Dorna di Carmelo Ezpeleta, il quale come Max Mosley – fino allo scorso anno presidente della Federazione Internazionale d’automobilismo – sta lavorando ai nuovi regolamento per consentire l’entrata nel motomondiale a nuovi team. Il primo passo Ezpeleta l’ha già compiuto in inverno quando, al termine della stagione 2009 la 250 ha dato l’addio alle corse, lasciando spazio alla Moto2. E in pochi mesi di vita la nuova categoria ha già attratto numerosi investitori, tanto che il numero di piloti iscritti è di 39 più un’eventuale riserva. Numeri che hanno fatto ben sperare la Dorna, il cui obiettivo finale è quello di aumentare i partecipanti alla classe regina, quella MotoGP in cui i piloti sono sempre meno. Colpa della crisi, ma anche della cilindrata, l’800cc, che non attrae finanziamenti.
Ruggisce e corre. Come una leonessa nella savana. Perché ha bisogno di spazi aperti per dare il meglio di sé. Certo, la sua fama la precede. Si è fatta conoscere prima ancora di scendere in pista per lo scompiglio portato nel mondo del fuoristrada: il suo motore bicilindrico è l’unico della categoria. Dopo i successi nel mondiale enduro messi a segno da Stefan Merriman, la casa italiana nel 2009 ha ritirato la squadra ufficiale dal campionato. La bicilindrica italiana nel corso dell’anno scorso è stata però tra le protagoniste del Rally dei Faraoni. Dopo i numerosi interventi effettuati lo scorso anno, la nuova versione dell’Aprilia RXV 450-550 si presenta quasi immutata. Pochi infatti i cambiamenti. Il motore rimane uno dei bicilindrici più compatti e leggeri al mondo. Sentirlo cantare esalta gli appassionati. Grazie all’iniezione elettronica la RXV offre una risposta al comando del gas sempre pronta. 


Primi test di MotoGP ed è già tempo di bilanci. Parliamo dei debuttanti della classe regina che a Sepang hanno affrontato il loro primo pre-stagione con la MotoGP. Ma attenzione, tra questi c’è anche chi una 800cc l’aveva già provata in pista lo scorso anno durante la stagione 2009. E’ il caso di Ben Spies che ha conquistato il titolo di “miglior debuttante” in Malesia dopo due giorni di test sempre nelle prime posizioni. Alla fine lo statunitense ha chiuso le prove con il quinto tempo assoluto, a ridosso dei “magnifici quattro” che si contenderanno anche nel 2010 il titolo piloti. “Non è stato facile – ha detto Spies –. Il primo giorno dovevo ancora smaltire il jet lag e poi non conoscevo gli pneumatici Bridgestone e neppure la moto. Nella seconda giornata abbiamo fatto qualche modifica e ho trovato la velocità”.
Il bello del fuoristrada e, dell’enduro in particolare, sta nelle possibilità quasi infinite di personalizzare la propria moto. Il mercato offre accessori per tutte le tasche e per tutti i gusti. Ecco una lista dei magnifici 10. Tutti imperdibili. Ariete Unity. Sono le manopole usate da Aubert e Cervantes. Realizzate in un unico materiale, sono disponibili in due modelli: slimline (tutta liscia) e half-waffle (quadrettata sul retro). Sono lunghe 125 mm e hanno il diametro di 22-24 mm. Porx kit valvole. Nel catalogo Prox Racing Parts, c’è quello che serve per dare più potenza ai motori: valvole, molle, pistone, bielle.
“Jorge Lorenzo c’è”. Non s’arrabbi Guido Meda, voce ufficiale del motomondiale targato Mediaset. Valentino Rossi ha dominato la due giorni di Sepang e quindi non sarebbe giusto affibbiare il titolo di Meda allo spagnolo della Yamaha, ma le parole di Lorenzo indicano che il maiorchino ha voglia di fare sul serio. “Ho provato ottime sensazioni, le migliori che abbia mai avuto in un pre-stagione – ha dichiarato Lorenzo dopo la gita in Malesia –. Ho sempre avuto difficoltà a trovare il ritmo su quella pista, e invece ho fatto dei buoni tempi, trovando un feeling con la moto”. Giovedì scorso lo spagnolo ha chiuso col quinto tempo, per poi rifarsi nel venerdì quando è riuscito a tenere il passo di Valentino Rossi (sempre primo) e di Casey Stoner (sempre secondo). “Sono come un motore diesel, quando trovo il ritmo è difficile che lo perda, ma rispetto a piloti come Casey e Valentino faccio più fatica a trovare buon tempo. Loro sono ancora più veloci” ha aggiunto il maiorchino che da questa stagione ha cambiato il direttore sportivo, nella speranza di poter finalmente strappare il titolo mondiale al rivale Rossi che non collaborerà con Lorenzo nello scambio e nell’analisi dei dati raccolti a Sepang. 


Il day after delle prime prove sul circuito di Sepang serve per smaltire l’euforia dei risultati. O la delusione. È questo il caso di Dani Pedrosa, pilota spagnolo della Honda che in teoria fa parte dei “magnifici quattro”, ma nella due giorni in Malesia è stato ampiamente sotto i suoi standard. “Non sono ancora al cento per cento” ha dichiarato Pedrosa al termine della seconda sessione di prove, quando ha chiuso al quarto posto, alle spalle dell’irraggiungibile Valentino Rossi, di Casey Stoner e dell’altra Yamaha di Jorge Lorenzo.