Ancora devono uscire sul mercato, ma già è possibile prenotarle on line su Internet fino al 30 Novembre, stiamo parlando delle due nuove idee della Husqvarna: Nuda 900 e 900 R. Basta andare sul sito www.husqvarna-motorcycles.com, e cliccare sul link Nuda 900: apparirà un mini sito dedicato alla moto, lì si potrà preordinare la nuova moto e ricevere il proprio numero di identificazione. Già da questo primo passo si vede che la gente è curiosa, ed infatti il sito è preso ogni giorno di mira con contatti incredibili, e come spiega il Sales Manager Massimiliano Mucchietto, se il buongiorno si vede dal mattino, le nuove moto dovrebbero riscuotere un grande successo. ”Con questo nuovo modello Husqvarna consolida il proprio concetto di stile. La Nuda 900 è una combinazione equilibrata tra emozione visiva ed esperienza di guida, che ogni motociclista si aspetta di trovare da ogni nostro nuovo prodotto. Abbiamo aperto una nuova strada , e i nostri clienti ci seguiranno con entusiasmo, come ha dimostrato tutta la nostra rete di vendita”.
Il campionato Americano AHRMA ha ritrovato un vecchio campione, Kevin Schwants ha vinto a BarberMotorspeed Festival, tornando a farlo dopo 15 anni nella classe 500. Un solo italiano ha partecipato alla kermesse, Dario Marchetti su Ducati 848. Schwantz ha usato una moto storica, la SOS, Norton Manx 500, effettuando un sorpasso all’ultimo giro ai danni di Pat Mooney. Marchetti invece non è contento della sua prestazione, con 3 settimi posti.” “Ho fatto gare in fotocopia ma il livello generale è molto elevato e su una pista tortuosa come questa partire davanti è fondamentale, perché i sorpassi portano via molto tempo. E io ero in quarta fila… Peccato, nel misto la mia moto andava benissimo ma c’era sempre qualcuno a farmi da tappo”. L’avventura però non finisce qui: la settimana prossima Marchetti sarà a Daytona per le due gare della Race of Champions e lì la Freightliner con una Ducati 1198,mentre non ci sarà Schwantz: per Kevin finisce qui, si è trattato solo di un gioco,
I piloti della Nuova Zelanda nella storia del Motomondiale sono sempre stati pochi: l’interessa però aumenta se questo è anche un rappresentante del gentil sesso. E’ infatti tanta la curiosità attorno ad Avalon Biddle, 19enne che farà il suo debutto nel mondo delle due ruote come wild-card nel prossimo GP d’Australia. Avalon ha l’obiettivo di ottenere la qualificazione in gara. La Biddle ha dalla sua un secondo posto nel campionato nazionale 2011 e 2010 dell’ottavo di litro come risultati più prestigiosi della sua carriera (con tanto di podi e di vittorie), più una serie di altri successi e ottimi piazzamenti nelle categorie minori, dove ha iniziato a gareggiare a 13 anni. Tra i suoi punti di riferimento non ci sono i campioni più vicini a lei da un punto di vista geografico come gli australiani Doohan, Gardner o Stoner, ma il nordirlandese Jonathan Rea e l’americano Ben Spies. “Che colpo. Non avevo molte speranze di veder accettata la mia richiesta dalla Fim, tanto che avevo pensato di vendere la mia attrezzatura. La moto non sarà veloce come quelle dei piloti che corrono abitualmente il Motomondiale, ma credo che sarà in grado di viaggiare entro il 107% del tempo limite richiesto dal regolamento per qualificarsi. Riuscire a farlo a Phillip Island sarebbe un grande traguardo per me. Non vedo l’ora di mettermi alla prova con i più forti“, ha dichiarato la Avalon, originaria di Auckland, che guiderà una Honda. Una bella notizia per tutti gli appassionati neozelandesi, che sin dai tempi di Simon Crafar, non avevano una connazionale per cui tifare. Avalon dunque segue le orme della spagnola Elena Rosell, quest’anno presente in un paio di occasioni in Moto2, e delle varie Taru Rinne, Tomoko Igata e Daniela Tognoli, protagoniste in passato in 125cc.
Negli ultimi tre appuntamenti di Phillip Island, Sepang e Valencia, Marc Marquez e Stefan Bradl si giocheranno il titolo. I due sono divisi da un solo punto, dopo la grandissima rimonta operata negli ultimi sei gran premi, ora il sorpasso dello spagnolo potrebbe essere davvero questione di “ore”. E’ chiaro che, come in ogni sport che si rispetti, chi insegue é sempre favorito rispetto all’inseguito: ed in questo momento il fenomenale pilota 18enne, si sta dimostrando nettamente superiore al rivale.
Dopo le tante voci di corridoio delle ultime 48 ore, oggi è arrivata anche l‘ufficialità: Andrea Dovizioso nel Mondiale 2012 guiderà un Yamaha del team Tech3 in MotoGP. “Sono molto felice di aver raggiunto questo accordo – ha dichiarato il 25enne forlivese, che lascia la Honda dopo aver trascorso gli ultimi 10 anni della sua carriera nella scuderia giapponese – e voglio ringraziare Hervé Poncharal (il team manager, ndr) per l’opportunità che mi ha dato. Sono sicuro che questa nuova sfida sarà eccitante, motivante e divertente“. Dovi é contento anche di avere al suo fianco un compagno di squadra giovane e di talento come l’inglese Crutchlow. “Sono contento di entrare a far parte di questo gruppo e di essere in squadra con Cal (Crutchlow, ndr). Adesso che il mio futuro è stato definito, voglio concentrarmi sul finire la stagione nel miglior modo possibile“, ha concluso il pilota italiano. Altrettanto soddisfato lo stesso Poncharal, che arruola nel suo team un pilota del calibro di Dovizioso (al posto di Colin Edwards) con la speranza di rivedere in alto le M1 del suo team: “Sono onorato che un pilota del calibro di Andrea abbia scelto la nostra squadra. E’ uno dei piloti più forti, capace di lottare costantemente per il podio. Con lui possiamo guardare al 2012 con grandi aspettative. Sono convinto che Andrea e Cal formino una delle più forti coppie dell’intero schieramento e dimostreranno il potenziale della nuova Yamaha 1.000cc“.
Ossa presenta Explorer, la stessa moto di 39 anni di Parigi, ovviamente con tutte le modifiche del caso, al prezzo di 6 mila euro. E’leggerissima come il vento, arriverà sul mercato a Febbraio con la tecnica trial TR280i e motore a due tempi a iniezione. Un monocilindrica molto piccola che non possiede la sella, un peso di 74 Kg ed un propulsore 272,2 cc con le sospensioni regolabili. Parte interne costituite da forcella Marzocchi da 40 mm regolabile nell’estensione e nella compressione, mentre al posteriore, il mono ammortizzatore può essere regolato nell’estensione e nel precarico molla. Le leve di cambio e freno posteriore sono addirittura pieghevoli, e la prima è forgiata in alluminio. Una moto adatta per le passeggiate classiche in città, ma anche utile per andare in montagna.
Mancano pochi giorni dall’entrata in vigore dei limiti di circolazione in Lombardia e già arrivano le prime lamentele ed ovviamente non possono mancare le polemiche. Il divieto di circolazione scatta dal 15 ottobre al 15 aprile per le auto a benzina Euro 0 e Diesel 0,1 e 2, mentre per le motociclette è scattato un provvedimento decisamente strano che ha scatenato la rabbia dei centauri milanesi. Non potranno circolare in tutta la Lombardia moto e scooter due tempi Euro 0.Il provvedimento riguarda anche per i paesi e zone limitrofe, se doveste possedere ancora un vecchio due ruote il consiglio è di lasciarlo marcire in cantina, per evitare pesanti sanzioni. Sono esclusi dal provvedimento i veicoli dei postini, medici e veterinari in visita urgente, e soggetti che lavorano in orari particolari, dove i mezzi pubblici non ci sono. Commercianti ambulanti, o degli operatori dei mercati ortofrutticoli all’ingrosso, appartengono alla categoria speciale e quindi possono circolare.
Se Andrea Dovizioso dovesse confermare il suo addio alla Honda per andare ad accasarsi alla Yamaha satellite del Team Tech 3, cambierebbero anche i piani di Cecchinello, che puntava proprio sul prezioso apporto del Dovi per rinforzare la sua campagna sponsor dopo una deludente MotoGP 2011. A questo punto, secondo le indiscrezioni raccolte da Motograndprix, pare che Cecchinello stia puntando forte su Hopkins, vecchia conoscenza del Motomondiale e wild card con la Suzuki nel Gran Premio della Malesia sul tracciato di Sepang. Inoltre, proprio a causa dell’incetezza sulla permanenza della Suzuki in classe regina, Bautista potrebbe decidere di sposare la causa del Team Aspar.
La FTR, l’azienda motociclistica britannica, deciso di mettere da parte i progetti per una MotoGP spinta dal propulsore dell’Aprilia RSV4, da poter utilizzare nella prossima stagione. La ditta inglese aveva progettato un telaio attorno al motore RSV4 e sembrava anche che lo stesso Fausto Gresini fosse intenzionato ad utilizzare questa moto nel 2012 se solo la Honda non avesse deciso di fornire una RC213V ufficiale per Marco Simoncelli. Ma la Honda continuerà a puntare sul pilota romagnolo e il capo della FTR, Steve Bones, lo ha spiegato al sito Motorcyclenews.com: «Abbiamo avuto approcci per diversi propulsori, ma abbiamo deciso di prendere un motore dell’Aprilia superbike e la sua elettronica e svilupparvi attorno una moto da gara. Chiaramente si tratta di un pacchetto che va molto bene in Superbike e abbiamo potuto valutare che era già sviluppato ad un alto livello. Tutto è incernierato sul motore Aprilia, ma i costi erano molto alti per il motore, quindi abbiamo accantonato il tutto».
Casey Stoner pensa, non a torto, di essere il favorito per la vittoria finale al GP di Australia. Il pilota della Honda, leader attuale della classifica piloti, ha dalla sua i numeri, visto che ha dominato in MotoGP a Phillip Island dal 2007 vincendo quattro gare consecutive in sella alla Ducati. Da quest’anno l’australiano è il primo pilota di un team che da diversi anni non vince il Mondiale ed ora spera nella terra dei canguri dove ha il suo primo match point. Se Stoner vincerà a Phillip Island e il suo rivale della Yamaha, il campione del mondo in carica Jorge Lorenzo dovesse finire quarto o magari ancora più dietro, il pilota della Honda sarà campione del mondo con due gare d’anticipo. Se invece Lorenzo dovesse cadere o comunque non terminare la gara, a Stoner basterebbe finire sesto per garantirsi il secondo titolo in MotoGP della sua carriera. «Non vedo l’ora di correre a Phillip Island, ogni anno non vedo l’ora, è una delle poche piste che mi piace veramente», ha detto Stoner. «La Honda può fare bene lì quindi non vedo l’ora di vedere quello che posso ottenere». Casey Stoner ha vinto otto gare in questo Mondiale e il suo peggior risultato è stato il terzo posto, oltre a un ritiro a Jerez nel mese di aprile quando venne letteralmente speronato da Valentino Rossi. «Se vinco la gara di Phillip Island, sarà più facile, ma non è detto che conquisti il titolo a casa mia. C’è una possibilità di vincere a casa mia, il che sarebbe fantastico ma io non voglio pensarci troppo. Ho meno pressione quest’anno», ha concluso l’australiano. Stoner precede Lorenzo in classifica generale con 300 punti contro i 260 dello spagnolo e disputerà tra due domeniche la gara numero 99 in MotoGP in carriera. E quel giorno sarà anche il suo 26° compleanno.
Andrea Dovizioso ha deciso: la Yamaha e il team Tech3 saranno la sua casa per il prossimo campionato della MotoGP. In attesa dell’annuncio ufficiale, il pilota forlivese ha dunque deciso di dire addio alla Honda, che gli ha di fatto preferito Marco Simoncelli, accettando l’offerta di Hervé Poncharal. Solo per la stagione 2012 però, visto che il prossimo anno scadranno tutti i contratti dei big e il “Dovi” punterà nuovamente a tornare su una moto ufficiale a tutti gli effetti. “Ormai ho deciso, non c’è ancora l’ufficialità perché rimangono ancora alcuni dettagli da mettere a posto, ma siamo d’accordo e per me è meglio così. Ho firmato un accordo annuale perché a fine 2012 scadranno i contratti di tutti e ci sarà un rimescolamento generale. Era la cosa giusta da fare“, ha conferma Dovizioso prima di imbarcarsi per l’Australia. Dunque, Andrea si è sentito tradito dalla Honda, con la quale ha trascorso tutta la sua carriera nel Motomondiale: 10 anni insieme. Partendo al titolo conquistato in 125 alle diverse stagioni difficili in 250, quando ebbe il coraggio di rinunciare alle lusinghe dell’Aprilia per inseguire il suo sogno in MotoGP. Dove, una volta arrivato, ha contribuito a riportare in alto la casa di Tokyo dopo il vuoto lasciato dalla partenza di Rossi. Ora, la scelta di Dovi è senz’altro un rischio, perché la RC213V che gli offriva Cecchinello è, almeno sulla carta, superiore alla M1 satellite di Tech3. D’altronde sono stati proprio i risultati di questi ultimi anni a dimostrarlo, nei quali le moto affidate ai vari Edwards, Spies, Crutchlow (che Andrea avrà come compagno di box) e Toseland erano, per ammissione della stessa Yamaha, inferiori e non aggiornate rispetto a quelle della squadra interna. Probabilmente, si spera, non sarà così l’anno prossimo, quando con il ritorno ai motori di 1.000cc tutti i piloti di Iwata dovrebbero partire tutti sullo stesso piano. Almeno all’inizio della stagione, almeno così si augura Dovizioso.