MX2, Marvin Masquin concede il bis, campione del Mondo con una gara in anticipo sulla KTM

KTM centra l’accoppiata in MX2, dopo la vittoria di Antonio Cairoli nella MX1, è il francese Musquin a regalare alla casa un nuova grande soddisfazione, infatti in Olanda ha vinto con una gara di anticipo rispetto al previsto, e per la seconda volta consecutiva, il Mondiale di categoria con la SX-F 250. Così la casa di costruzione austriaca centra entrambi i titoli. Il pilota transalpino ce l’ha fatta nonostante una prova molto dura, su un fondo sabbioso con parecchie buche e canali. Il successo è stato messo al sicuro nella prima manche con l’ottimo terzo posto. Adesso Musquin sarà con la KTM negli Stati Uniti, dove nel 2011 e 2012 correrà il campionato nazionale Supercross US Lites East e il Nationals

WSBK, Marco Melandri guiderà la Yamaha R1:”sono molto contento di poter correre per una squadra molto competitiva”

La notizia girava da qualche tempo ma adesso c’è l’ufficialità, Marco Melandri passa alla WSBK in sella ad una R1 del team Yamaha Sterilgarda. Marco guiderà una delle moto oggi in uso,  mentre Crutchlow è stato passato di grado con un contratto Yamaha MotoGP da onorare nel team Tech3. Melandri però mostra la sua soddisfazione. “Sono molto felice di correre il prossimo mondiale Superbike con una squadra che oltre a essere un top team ha un pacchetto tecnico molto competitivo. Sarà una bella sfida e un cambiamento importante per me e mi permetterà di tornare in sella a una Yamaha, Casa con la quale ho lavorato in giovane età in MotoGP e con la quale voglio lottare per vincere in una categoria difficile come la Superbike.”

Trial, la spagnola Laia Sanz, si laurea per la 10° volta Campione del Mondo

Grande prestazione della spagnola Laia Sanz che con la vittoria di Kramolin in Repubblica Ceca, ha conquistato il suo decimo titolo mondiale nella specialità del Trial. Non è stato facile in Repubblica Ceca, visto il basso livello di difficoltà delle speciali. La campionessa ha concluso spesso il primo turno senza alcuna penalità, ma nel secondo, ha commesso qualche errore perdendo per strada 5 punti per aver toccato il nastro che “delimita” le zone. Poi però ha recuperato autostima e concentrazione fino al trionfo finale:” Dieci titoli mondiali è un numero fantastico , e ho sofferto molto per raggiungere questo ultimo obiettivo, come al termine della prima speciale, dove la differenza è stata poca e non mi ha lasciato la possibilità di fare il minimo errore nella seconda parte. In una zona, volevo evitare una base, ma sono stata sfortunata ed ho toccato il nastro. Quel momento, mi ha portato alla mente il triste episodio che è accaduto tre anni fa a Isola di Man, quando ho perso il campionato per un errore simile. Fortunatamente per me, questa volta il risultato è stato diverso e ho ottenuto il titolo senza dover passare tutta la settimana a pensare a cosa accadrà nella terza gara che si svolgerà in Polonia.

Motomondiale, la Suter Racing “totalmente scossa” per la morte del loro “Tomi”. Cordoglio anche dalla Honda Motor e Honda Racing Corporation

Il mondo del Motomondiale è ovviamente ancora sotto shock per la tragica scomparsa del 19enne giapponese Tomizawa nel corso della gara delle Moto2 di ieri a Misano. Nemmeno di fronte alla morte sono mancate le polemiche: in molti pensano che la gara andava sospesa (come hanno detto gli stessi Valentino Rossi e Casey Stoner). Ma nei commenti generali, è comunque prevalso un pensiero che poi è anche una presa di coscienza della realtà del mondo delle due ruote: la dinamica dell’incidente, del tutto fortuita, e l’accettazione del rischio da parte di chi fa questo mestiere.

Il team Suter Racing ‘è totalmente scosso’ per la morte di Shoya Tomizawa. Eskil Suter, il numero uno della scuderia, ha voluto commentare l’accaduto in una nota: “Shoya era più di un amico. Era come un componente della famiglia, generoso, disponibile e amichevole. Era amato da tutti nel paddock e sono terribilmente dispiaciuto per la sua famiglia e la squadra che ha subito questa tragica perdita. Sono dispiaciuto anche per De Angelis e il nostro pilota Redding, che mentalmente è completamente distrutto. E’ triste ricordare che le corse restano ancora pericolose nonostante tutti i miglioramenti fatti in pista per la sicurezza“.

Intanto, anche Honda Motor e Honda Racing Corporation hanno voluto esprimere il proprio personale cordoglio per il tragico incidente di Misano. “Siamo molto tristi riguardo questa notizia e siamo vicini alla famiglia e agli amici di Shoya. Era all’inizio di una promettente carriera e oggi abbiamo perso un grande talento per il futuro. Shoya aveva uno spirito da lottatore e ci mancherà molto” ha dichiarato Shuhei Nakamoto, Vice Presidente di Honda Racing Corporation al sito www.motogp.com. 

Infine, una notizia a margine che ci riporta alla realtà di tutti i giorni: Loris Capirossi è stato operato quest’oggi al tendine del mignolo della mano destra; è stato assistito dal Dottor Claudio Costa della Clinica Mobile ed ha subito la ricostruzione e il riposizionamento del tendine. Ora il pilota dovrà stare fermo almeno per 15 giorni e per questo non sarà presente alla prossima gara che si svolgerà sul circuito di Aragon (Spagna) il prossimo 19 settembre.

Motomondiale, la Procura indaga sulla morte di Tomizawa. Ipotizzato reato di omicidio colposo a carico di ignoti. Il dott. Costa: “E’ stato fatto tutto il possibile”

La tragica morte del pilota Tomizawa nel Gran Premio di Misano della Moto2 avvenuta ieri, è finita sul tavolo di Paolo Giovagnoli, procuratore della Repubblica di Rimini, il quale dopo aver aperto un fascicolo d’inchiesta sulla morte del pilota giapponese, sta ora valutando quale ipotesi di reato formulare a carico di ignoti, anche se appare molto plausibile che si tratterà di omicidio colposo. Il magistrato, dopo l’ispezione esterna del corpo del giovanissimo centauro, eseguita oggi, disporrà a breve l’autopsia: a quanto si è appreso, si vuole accertare per prima cosa se possa aver avuto conseguenze sul decesso del pilota la caduta dalla lettiga dei soccorritori, avvenuta proprio perché uno di loro era inciampato nella ghiaia presente a bordo pista. Inoltre, attraverso la visione dei filmati della gara e le testimonianze raccolte dei soccorritori e dei responsabili del circuito e della Dorna che organizza il motomondiale, si cercherà di appurare se i soccorsi sono stati tempestivi e adeguati nei mezzi in dotazione e negli equipaggiamenti utilizzati. Sul circuito c’è stata anche un’ispezione della Polizia stradale di Rimini, come del resto avviene in ogni caso in cui ci sia un morto in un incidente stradale.

La bandiera rossa è un gesto di protezione. Tutto si ferma per vedere di salvare un ragazzo di 20 anni, ma quando in pista sfrecciano altri piloti a velocità vertiginosa si può decidere di spostare il soccorso in una zona protetta. Sono delle scelte che i medici che sono a bordo pista possono fare“. Il dottor Claudio Costa della clinica mobile, intervistato questa mattina ai microfoni di radio Anch’io Lo Sport su Radiouno, è tornato a parlare dell’incidente mortale di ieri che ha visto protagonista Shoya Tomizawa e sulle polemiche seguite alla mancata interruzione della gara. “In questo caso non entro più nel merito di questa situazione perchè la cosa che mi ha affranto è che un ragazzo che espandeva profumo ha perso la vita a 20 anni. Tutti hanno lavorato con grande impegno a Misano e a Riccione, con tanto amore. Quando alle 14.19 Shoya ci ha lasciati sul lettino, gli sono stati tolti i macchinari, i tappi alle orecchie e qualcuno lo ha baciato in fronte sembrava che quel corpo sorridesse ancora. Nel paddock anche se non sarà più presente fisicamente, resterà il suo sorriso. Come reagiscono i piloti? C’è il dolore, ma loro sanno che giocano a scacchi col rischio e pericolo della morte e proprio per questo per me sono speciali. Loro inconsciamente con questa signora vestita di nero parlano“.

Morte Tomizawa, De Angelis e Redding distrutti dal dolore:”che strano destino, noi illesi a 240 km orari, lui riposa in pace”

 

Anche Alex De Angelis ha voluto commentare la perdita del giapponese Tomizawa, anche perché è stato proprio lui e Redding in modo del tutto involontario a dargli il colpo di grazie.”Sono devastato, me lo sono visto davanti e non ho potuto far altro che prenderlo in pieno. La cosa incredibile è che io sono rimasto illeso, nonostante fossi caduto in terra 2 40 km orari, mentr elui purtroppo riposa in pace. Sono vicino alla sua famiglia, sono distrutto, non ce la faccio nemmeno a parlare. Anche Redding non riesce a trattenere le lacrime:”Incredibile me lo sono visto davanti e l’ho visto morire, aveva gli occhi sporchi di sangue fuori dalla visiera, sembrava un animale colpito da un auto in strada. E’ stata una fatalità, come ha detto anche Rossi, questi sono i rischi di chi sceglie questo mestiere”.

Gp Misano, aperto il dibattito: valeva la pena continuare la corsa dopo la morte di Tomizawa?

E’ indubbiamente il caso del giorno la morte del giapponese Tomizawa, avvenuta in diretta Tv a causa dell’incidente che lo ha visto protagonista colpito dalle moto di De Angelis e Redding, che lo hanno massacrato. In questi casi, come accade anche nel calcio in caso di lutto prima dell’evento, vale la pena continuare lo spettacolo, oppure è giusto fermare la corsa e rinviarla? Ne hanno parlatio Claudio Macchiagodena, medico della Clinica Mondiale:”Abbiamo pensato di fermare la gara perché era pericoloso, ma i piloti sono stati raggiunti immediamente. Non ho chiesto alla Direzione Gara le bandiere rosse perché non mi avrebbero aiutato col mio lavoro, avremmo ritardato l’intervento dell’ambulanza. Dietro le protezioni della pista avevamo un ambulanza con respiratore e abbiamo iniziato subito una cura intensiva. Era importante avere la ventilazione e due medici presenti. Arrivato al centro medico le condizioni del giapponese erano critiche e lì abbiamo proseguito la cura intensiva”. Gli fa eco Paul Butler, Direttore di Gara: “Credo che per prima cosa sia necessario stare vicino alla famiglia, agli amici e al team di Tomizawa. Il Dottor ha spiegato la situazione molto chiaramente. Il mio lavoro è decidere quando usare o meno le bandiere rosse, sulla base delle indicazioni che ricevo. L’intervento medico è stato molto rapido ed efficiente visto che il punto dell’incidente era pieno di servizi medici: ambulanze e dottori. Non hanno corso rischi gli altri piloti, quindi non c’era ragione per la bandiera rossa.”

Valentino Rossi:”quello che è accaduto ieri a Tomizawa, è l’alto rischio che corriamo noi piloti, quello di venire centrati da altri colleghi durante una caduta, è davvero terribile morire così”

Valentino Rossi è molto affranto dopo la notizia della morte del giapponese Tomizawa in Moto 2, e conferma che il Gp di ieri del Misano di San Marino passa sicuramente in secondo piano. “Purtroppo quando si vedono immagini del genere non resta altro che riflettere, ma non c’è rimedio, è l’unico rischio che corriamo noi piloti che facciamo questo sport, che per noi è anche un mestiere per altro molto ben pagato. La sfortuna ti si abbatte contro, o meglio è il destino che vuole così, c’è poco da fare, tu cadi sperando di non farti male, poi però ti arrivano dietro moto a 250 km orari che ovviamente non possono prevedere la caduta, e il dramma è sotto gli occhi di tutti”.

Motomondiale, le classifiche piloti e costruttori della MotoGp, Moto2 e 125cc dopo il Gran Premio di San Marino

Le classifiche del Motomondiale in MotoGp dopo il Gran Premio di San Marino, dodicesimo appuntamento della stagione.

Classifica Piloti: 1. Jorge Lorenzo (Spa) 271 punti. 2. Dani Pedrosa (Spa) 208. 3. Andrea Dovizioso (Ita) 139. 4. Casey Stoner (Aus) 130. 5. Valentino Rossi (Ita) 130. 6. Ben Spies (Usa) 120. 7. Nicky Hayden (Usa) 109. 8. Randy De Puniet (Fra) 81. 9. Marco Melandri (Ita) 67. 10. Colin Edwards (Usa) 66.

Classifica costruttori: 1. Yamaha 280 punti. 2. Honda 245. 3. Ducati 170. 4. Suzuki 64.

La classifica del Mondiale della classe Moto2 dopo il Gran Premio di San Marino.

Classifica piloti: 1) T. Elias 211; 2) J. Simón 128;  3) T. Luthi 124; 4) A. Iannone 119; 5) S. Corsi 97;  6) J. Cluzel 84; 7) S. Tomizawa 82; 8) G. Talmacsi 79;  9) Y. Takahashi 72; 10) S. Gadea 59.

Classifica costruttori: 1. Moriwaki 236 punti. 2. Suter 196. 3. Speed Up 144. 4. Motobi 99. 5. FTR 84.

La classifica del Mondiale della classe 125cc dopo il Gran Premio di San Marino.

Classifica piloti: 1) M. Marquez 197;  2) N. Terol 188; 3) P. Espargaro 177; 4) B. Smith 128; 5) S. Cortese 107; 6) E. Rabat 99; 7) E. Vazquez 97; 8) T. Koyama 92;  9) R. Krummenacher 79; 10) D. Webb 64.

Classifica costruttori: 1. Derbi 260 punti. 2. Aprilia 231. 3. Honda 14. 4. Ktm 6. 5. Lambretta 1.

Il prossimo appuntamento del Motomondiale è previsto tra due settimane, per il Gran Premio d’Aragona nel weekend 17-18-19 settembre, introdotto per sostituire il Gran Premio d’Ungheria nella stagione 2010 e ne costituirà la riserva fino al 2016. Si disputerà nel circuito della Ciudad del Motor de Aragón. È una delle piste migliori del mondo ha confermato Carmelo Ezpeleta, boss della Dorna Sports. La pista si trova in una località nei pressi di Alcaniz e secondo gli organizzatori del mondiale “sarà un grande successo di pubblico”.

Superbike, Gran Premio di Germania: Haga trionfa in gara-2, Haslam é terzo. Biaggi 5° mantiene un largo vantaggio

Gara-2 del Gran Premio di Germania della Superbike sul tracciato del Nurburgring, ha visto la sua svolta con la caduta di Carlos Checa (Althea Racing), che ha dato via libera alla vittoria di Noriyuki Haga (Ducati Xerox), tornato sul primo gradino del podio dopo la vittoria ottenuta a Valencia. Alle spalle del giapponese troviamo Jonathan Rea (Hannspree Ten Kate Honda) che ha concluso a tre secondi, ma ha vinto gara-1 questa mattina. Leon Haslam (Suzuki Alstare) è riuscito a salire sul terzo gradino del podio vincendo alla distanza il duello con Cal Crutchlow (Yamaha Sterilgarda), cosi come il pilota romano Max Biaggi (Aprilia Alitalia) ha respinto l’attacco di Sylvain Guintoli (Suzuki Alstare), conquistando una quinta posizione che gli consente di mantenere il vantaggio sugli inseguitori in termini importanti. Giornata poco favorevole invece per gli altri italiani in gara: a cominciare da Michel Fabrizio (Ducati Xerox) costretto ai box, mentre Lorenzo Lanzi (DFX Racing) e Luca Scassa (Supersonic Racing) sono rispettivamente 13° e 14°.

L’ordine di arrivo di gara-2 della Superbike:

1.  41 Haga N. (JPN) Ducati 1098R 38’43.565 (159,18 kph) 
2.  65 Rea J. (GBR) Honda CBR1000RR 3.061 
3.  91 Haslam L. (GBR) Suzuki GSX-R1000 8.060 
4.  35 Crutchlow C. (GBR) Yamaha YZF R1 8.457 
5.   3 Biaggi M. (ITA) Aprilia RSV4 Factory 9.392 
6.  50 Guintoli S. (FRA) Suzuki GSX-R1000 9.556 
7.  66 Sykes T. (GBR) Kawasaki ZX 10R 16.819 
8.  52 Toseland J. (GBR) Yamaha YZF R1 20.564 
9. 111 Xaus R. (ESP) BMW S1000 RR 21.040 
10.  67 Byrne S. (GBR) Ducati 1098R 21.168 
11.  96 Smrz J. (CZE) Aprilia RSV4 Factory 21.734 
12.  11 Corser T. (AUS) BMW S1000 RR 22.746 
13.  57 Lanzi L. (ITA) Ducati 1098R 24.526 
14.  99 Scassa L. (ITA) Ducati 1098R 28.218 
15.  76 Neukirchner M. (GER) Honda CBR1000RR 38.406 
16.  95 Hayden R. (USA) Kawasaki ZX 10R 1’08.039 
17.  15 Baiocco M. (ITA) Kawasaki ZX 10R 1’21.294 
18.  33 Lai F. (ITA) Honda CBR1000RR 1’21.362 
19.  84 Fabrizio M. (ITA) Ducati 1098R 1’38.427 
RET   5 Lowry I. (GBR) Kawasaki ZX 10R  
RET   7 Checa C. (ESP) Ducati 1098R

La classifica piloti dopo il Gran Premio di Germania: 1. Max Biaggi 397; 2. Leon Haslam 339; 3. Jonathan Rea 288; 4. Carlos Checa 224; 5. Cal Crutchlow 217; 6.Noriyuki Haga 202; 7. James Toseland 187; 8. Sylvain Guintoli 169; 9. Leon Camier 164; 10. Michel Fabrizio 160; 11) Troy Corser 159.

La classifica costruttori: 1) Aprilia 409; 2) Suzuki 360; 3) Ducati 342; 4) Yamaha 299; 5) Honda 285; 6) BMW 190; 7) Kawasaki 77.

Moto Gp, Gran Premio di San Marino: A Misano vince Pedrosa, poi Lorenzo e Rossi. Ma “quasi” nessuno festeggia

Parla ancora spagnolo la Moto Gp. Precisamente la lingua di Dani Pedrosa, che con la sua Honda, dopo il successo ottenuto una settimana fa ad Indianapolis, conquista pure il GP di San Marino, in una giornata però tragica, funestata dalla morte del pilota Tomizawa durante la gara della Moto2. Il fantino della Hrc ha vinto nel suo stile: in testa dalla prima all’ultima curva. Uomo solo al comando sarebbe proprio il caso di dire: come piace a lui, con la strategia che più ama, che maggiormente si addice alle sue qualità e che lui sa interpretare alla perfezione. Adesso il divario che lo separa dal leader del Mondiale, Lorenzo, buon posto per lo spagnolo della Yamaha, anche se mai in grado di impensierire Pedrosa è di 63 punti. Ancora tanti, troppi per sperare, non solo in un sorpasso, ma anche solo in un tentativo di aggancio. Non è per rendere arrendevole Dani, alla seconda vittoria di fila, la terza delle ultime cinque gare: ma è una questione di matematica. Tutto qui.

Sul terzo gradino del podio è riuscito a salirci Valentino Rossi, che prima ha piegato Stoner, calato alla distanza dopo un incoraggiante avvio, poi ha duellato a lungo con Andrea Dovizioso, che da metà gara in poi gli ha reso la vita alquanto difficile. Il pesarese è al secondo podio dal rientro dopo la frattura della tibia, dopo quello centrato, sempre con il 3° posto, a Laguna Seca.

Alla fine, bocche cucite – A fine gara nessuno dei protagonisti del podio ha molta voglia di parlare dell’esito della gara, messo in secondo piano dalla tragedia di Tomizawa. Pedrosa: “Non ci sono parole, non so che dire, la gara è stata ok, ma la testa è altrove“. Lorenzo: “Tomizawa era un pilota molto allegro, peccato. La gara? Quando succedono queste cose la gara non conta“. Rossi: “Mi spiace molto, davanti a queste cose, la corsa non conta molto. Peccato”. Purtroppo, dei fischi disgustosi al momento della premiazione di Lorenzo sul podio, hanno quasi profanato un’atmosfera di grande mestizia e commozione.

Agostini: “Oggi meglio di ieri” – Giacomo Agostini, intervistato da Canale 5 sulla morte del giapponese Shoya Tomizawa, ha dichiarato: “Non facciamo i farmacisti. Fortunatamente, oggi succede molto meno di una volta, ma quando si corre a 300 all’ora il rischio è inevitabile“.

L’ordine d’arrivo della MotoGp al Gran Premio di San Marino:

1. Dani Pedrosa (Spa) Honda, in 44’22″059.

2. Jorge Lorenzo (Spa) Yamaha, a 1″900.

3. Valentino Rossi (Ita) Yamaha, a 3″183.

4. Andrea Dovizioso (Ita) Honda, a 6″454.

5. Casey Stoner (Aus) Ducati, a 18″479.

6. Ben Spies (Usa) Yamaha, a 28″385.

7. Colin Edwards (Usa) Yamaha, a 34″934.

8. Alvaro Bautista (Spa) Suzuki, a 38″157.

9. Hector Barbera (Spa) Ducati, a 40″943.

10. Marco Melandri (Ita) Honda, a 42″377.

11. Aleix Espargaro (Spa) Ducati, a 45″906.

12. Hiroshi Aoyama (Jpn) Honda, a 46″394.

13. Randy De Puniet (Fra) Honda, a 50″481.

14. Marco Simoncelli (Ita) Honda, a 1’23″143.

Così le prime posizioni della classifica: Lorenzo p. 271, Pedrosa 208, Dovizioso 139, Rossi 130, Stoner 130.

Superbike, Biaggi rimanda l’appuntamento con il Mondiale. In gara-1 al Nurburgring trionfa Rea, il romano solo 4°

Niente titolo Mondiale in anticipo per Max Biaggi. Il fuoriclasse dell’Aprilia è infatti arrivato solo nella rocambolesca gara-1 del GP del Germania, sul tracciato del Nurburgring, guadagnando così solamente altri tre punti sull’inseguitore Leon Haslam. Biaggi sale a quota 386 contro 323 di Haslam, ma comunque andrà a finire gara due (il via alle 15.30) bisognerà aspettare il prossimo round di Imola (26 settembre) per il secondo dei tre match ball a disposizione dell’Aprilia.

Al primo via, con Biaggi secondo, Haslam cade coinvolgendo e portando fuori pista anche l’australiano Troy Corser (Bmw) rimasto dolorante a bordo pista. La direzione di gara ha subito fermato tutto e la corsa è ripartita solo mezz’ora dopo con la stessa griglia e gli stessi protagonisti. Nell’incidente però Haslam si è lussato il pollice della mano destra ed è tornato in pista solo dopo un’iniezione antidolorifica. Nel caos della prima curva, Biaggi si è ritrovato sesto e non è più stato in grado di riacciuffare i fuggitivi Jonathan Rea (Honda), Carlos Checa (Ducati) e Cal Crutchlow (Yamaha), che hanno chiuso sul podio nell’ordine. Per Rea, 23 anni, si tratta dunque della sesta vittoria in carriera, la quarta in stagione. Biaggi è stato molto veloce nella seconda parte di gara, risultando il migliore tra dei piloti al via con gomma dura. Il dolorante Haslam ha fallito l’operazione rimonta terminando solo sesto. Disastro per la Ducati ufficiale, che a una settimana dall’annuncio del ritiro 2011 ha accusato le scivolate di Noriyuki Haga e Michel Fabrizio.

L’ordine d’arrivo di Gara-1:

San Marino, Moto 2: Tomizawa è deceduto

Shoya Tomizawa è deceduto: lesioni troppo gravi per riuscire a tenere in vita il centauro nipponico che, in sella alla Suter, si apprestava a chiudere il gran premio del San Marino, classe Moto 2.

A quattordici giri dal termine, il giapponese perde il controllo della moto e viene calpestato dalle moto di due centauri. La corsa in ospedale non è servita: il ventenne era già in condizioni disperate ed è deceduto poco prima delle 14.30.

A rendere il senso ella criticità della situazione, era stato Claudio Macchiagodena della Clinica Mobile del Motomondiale secondo cui “il pilota stava lottando tra la vita e la morte”.

Motomondiale, Moto2: il pauroso incidente di Tomizawa oscura la sesta vittoria di Elias, sempre più vicino al titolo

Al via del Gran Premio di San Marino sul tracciato di Misano, si assiste all’incredibile uscita dai blocchi di Andrea Iannone, che trova subito la vetta della corsa già alla prima curva con la sua Speed Up. Buona la partenza anche per tutta la prima fila e per Simone Corsi che si ritrova quinto. Ma immediatamente dopo, ecco il primo e inaspettato colpo di scena con un “ride through” proprio per l’abruzzese, colpevole di una partenza anticipata. Davanti rimangono così in sei: Tomizawa, Cluzel, Redding, Corsi e Simon, che provano a rubare la scena al leader del mondiale Toni Elias, partito in pole position e saldamente al comando. Lo spagnolo del team Gresini guida il gruppo, con Simone Corsi (Jir) primo antagonista. Nel frattempo intanto Di Meglio che era in 16a posizione. Da dietro intanto si registra una doppia tornata rapida per Alex de Angelis (Jir) che si aggancia così al gruppo di testa, mentre lascia sfortunatamente la gara Mattia Pasini che era alle spalle del sammarinese.

Poi, accade l’inprevedibile: Tomizawa perde improvvisamente il controllo della sua Suter con De Angelis e Redding che non possono evitare l’impatto con la moto nel mezzo della pista, investendolo. Solo De Angelis lascia la pista sulle proprie gambe, per l’inglese e il giapponese costretti alla barella. Cadono anche Gadea e Takahashi. Una scena incredibile: le ultime notizie riportano un Tomizawa in lotta tra la vita e la morte.

Toni Elias intanto impone il suo ritmo fino alla fine e la sua vittoria è la conseguenze inevitabile di quanto visto in pista. Si tratta per il pilota del team Gresini della sesta stagionale, la quarta consecutiva: numeri che parlano di un mondiale che ha il suo cognome quasi scolpito sul trofeo soprattutto grazie all’errore di Iannone, costretto al ritiro a due giri dal termine mentre era 15o.

In seconda e terza posizione chiudono Julian Simon (Mapfre Aspar), ora secondo anche nel mondiale con 83 punti di ritardo, e Thomas Luthi (Interwetten Honda Moto2) che trova il quinto podio della stagione dopo una grande rimonta. Simone Corsi (Jir), Stefan Bradl (Viessmann Kiefer Racing) e Jules Cluzel (Forward Racing) completano le prime sei piazze. Top ten anche per Claudio Corti, nono, e Roberto Rolfo, decimo.

L’ordine d’arrivo della Moto2: