MotoGP 2012 test Ducati a rischio per Hayden

Dopo lo stop di Valencia nel corso dell’ultima gara di MotoGP del 2011, Nicky Hayden rischia di fermarsi ancora per i postumi di un altro incidente che mette a repentaglio la sua partecipazione ai test invernali con cui il team Ducati cercherà di ultimare e mettere a punto la due ruote dell’anno appena entrato.

Il campione della scuderia di Borgo Panigale ha riportato la frattura della scapola sinistra oltre che due costole mentre si allenava in una struttura indoor di flat track. L’episodio è accaduto dopo la giornata di Santo Stefano.

Vale Rossi su twitter: buon 2012 e affanculo i Maya

Valentino Rossi sceglie twitter per dare il benvenuto al nuovo anno: il tavulliano ha postato un messaggio per i fans che dice

“Buon 2012 a tutti ragazzi, e affanculo i Maya!!!”.

Il rimando è alla ormai arcinota profezia dei Maya secondo cui il 21 dicembre di quest’anno arriverà la fine del mondo.

Come accade spesso, non resta che accodarci alle parole del Dottore, sperando che sia l’auspicio affinché – nel corso della MotoGP 2012 – gli si accodino anche i rivali.

Dakar 2012 muore motociclista argentino

Purtroppo la Dakar 2012 comincia nel peggiore dei modi: il problema è lo stesso di sempre e mentalmente si è predisposti a tracciare il bilancio delle vittime che, ahimè,  accompagna come un’ombra ciascuna delle edizioni della competizione.

L’esordio del 1 gennaio 2012 è già tragico: nel corso della prima tappa, infatti, tra Mar del Plata e Santa Rosa della Pampa si attesta il primo decesso: si tratta del pilota argentino Jorge Martinez Boero, centauro 38enne deceduto in seguito alle ferite riportate dopo una caduta.

Dakar 2012 categoria moto 1a tappa a Francisco Lopez su Aprilia

Si è conclusa la prima tappa della Dakar 2012 con via da Mar del Plata: nella categoria moto, la vittoria è andata al cileno (e gioca in casa, visto che per il quarto anno su trentatre edizioni complessive la Dakar si disputa in Sud America) Francisco “Chaleco” Lopez in sella ad Aprilia che ha coperto la distanza prevista (57 chilometri di prova speciale) in 32’37”.

Alle sue spalle, lo spagnolo Marc Coma (sul quale sono puntati gli occhi degli appassionati) che corre su Ktm e giunto con un ritardo di 14 secondi; gradino basso del podio per l’argentino Javier Pizzolito su Honda.

Dakar 2012, da Mar Del Plata a Lima

Per il quarto anno in America del Sud, il via all’alba da Mar Del Plata: inizia ufficialmente la Dakar 2012, edizione 33, e siamo in grado di illustrare i numeri della competizione che coinvolge mezzi di ogni tipo.

Ai nastri di partenza, 443 veicoli che includono moto, auto, quad e camion: taglieranno in due l’America Latina in quindici giorni. Saranno percorsi in tutto 8.373 chilometri con 4.406 degli stessi in prove speciali. Partiti il 1 gennaio 2012, si arriva il 15 gennaio a Lima.

Nel dettaglio, sono partiti 30 quad, 178 moto, 161 auto e 70 camion. Il primo appuntamento, da Mar Del Plata a Santa Rosa de la Pampa si struttura in 800 chilometri.

Il 2011 di Valentino Rossi in una frase

Abbiamo riportato gli intenti conclamati da Valentino Rossi per il 2012 alle porte, anno in cui ha voglia di tornare a lottare per il titolo del mondo della MotoGP in sella a una Ducati che merita tutta la fiducia del tavulliano.

Il suo 2011 non è stato anno da ricordare in maniera positiva per più di un motivo: potremmo scrivere una enciclopedia per sviluppare in maniera dettagliata l’anno trascorso dal 46, eppure, messe in conto anche le necessità di un capodanno imminente ci si limita a riassumere il 2011 di Valentino Rossi con una frase pronunciata dal centauro nel corso della stagione di motomondiale e ripresa in giornata dalla Gazzetta dello Sport.

Dakar 2012 edizione 33

Tutto pronto per l’edizione 33 della Dakar (per la quarta volta in America Latina) che prende il via a Mar del Plata, vista Oceano Atlantico a quattro centinaia di chilometri di distanza dalla capitale argentina Buenos Aires. Turismo alle stelle – si prevede la presenza di oltre duecentomila persone ai nastri di partenza – e adesione massiccia: 465 equipaggi provenienti da 50 Paesi.

A fare da apripista, nella circostanza, lo spagnolo Marc Coma che, alle 8.15 locali (e in Italia saranno le 12.15 in Italia), salirà in sella alla KTM e con la moto darà il là alla competizione. Il programma: cinque tappe in Argentina, cinque in Cile e quattro in Perù.

La MotoGP 2011 in cento fotografie e un grazie

Sic sul podio, Vale che sbadiglia, i pensieri di Stoner che viaggiano più in là della Honda su cui ha poggiato il didietro. Il salto di gioia di Jorge Lorenzo, a inizio stagione della MotoGP 2011, lasciava presagire il bis iridato dello spagnolo: invece poi.

Sic che saluta, la Ducati ingolfata con Hayden e Rossi che – pensa te – si contendono il sesto posto ad armi pari, Pedrosa che magari esploderà per davvero, Capirex lineare e solido, sempiterno come le incisioni rupestri di Naquane, Spies a fare la mina vagante mentre cerca di insinuarsi a ridosso dei primi.

Imola e Misano sono vestite di giallo, con quel 46 su ogni maglietta indossata che pare una protuberanza: la proboscide d’affetto che tende dal tifo verso Valentino non basterà che per cogliere qualche briciola. E poi.

Papà Sic che sta sempre nei box della Honda Gresini per capire se quel popò di talento di Marco si possa indirizzare verso un corso vincente: patron Fausto ci ha investito, ma vedere Sic su quella moto lì è come stare a guardare Alberto Contador che prova a scalare lo Zoncolan in mountain bike.

Michele Pirro saluta il 2011 da assoluto protagonista

Il pilota italiano Michele Pirro è uno dei piloti più alla ribalta del momento, dopo essere passato alla MotoGP. «Dopo la vittoria di Valencia gli impegni si sono triplicati ed ho passato molto tempo in macchina viaggiando da nord a sud per raggiungere i luoghi delle interviste e gli incontri con gli sponsor», ha dichiarato il pugliese della Honda Gresini. «E’ stato importante passare un po’ di tempo con i ragazzi che l’anno prossimo lavoreranno con me per la sfida più difficile della mia carriera, anche se ora ho voglia di passare le feste a casa con la mia famiglia. Confesso di aver aspettato fino all’ultimo giorno per capire se c’era la possibilità di un prolungamento dell’esperienza Moto2, soprattutto dopo aver appreso informazioni importanti sulle piste e sulla categoria in generale. Probabilmente, correggendo gli errori fatti e migliorando la moto, avremmo anche potuto disputare una stagione positiva, ma ne ho parlato più volte con Fausto, il quale ha sempre riposto in me la massima fiducia. Per tutti i piloti l’obiettivo principale è correre in MotoGP, ma ammetto che nei miei programmi questo passo era previsto entro uno, massimo due anni. L’importante ora è lavorare bene con la squadra e allo stesso tempo divertirsi, perché quando tutto va per il verso giusto e si riesce a guidare senza problemi, i risultati piano piano arrivano. In pochi anni ho fatto ciò che diversi miei colleghi impiegano molto più tempo a realizzare, ma credo di essermi guadagnato ogni volta sul campo i passaggi alle categorie superiori». «Non voglio solo partecipare alla MotoGP, ma vorrei anche poter dire la mia: anche se il livello è altissimo, e al mio fianco avrò i piloti migliori del mondo, voglio provare a giocarmela con loro», ha proseguito il pilota foggiano, che gareggerà su una moto CRT dotata di telaio FTR e motore Honda CBR 1000. «La moto promette bene, FTR è da sempre sinonimo di buona ciclistica e il motore Honda saprà certamente farsi valere. Anche se Aprilia e BMW si trovano già in una fase avanzata del lavoro, io cercherò comunque di concentrarmi e prepararmi per iniziare da qui e per portare avanti il progetto. C’è da sperare che il telaio si adatti al meglio alle gomme, mentre da parte mia avrò l’obbligo di imparare e scoprire i segreti della moto, dall’elettronica fino alla posizione di guida più consona. Di fondamentale importanza saranno i primi test, previsti teoricamente per febbraio».

Valentino Rossi vede un 2012 al vertice con la Ducati

Il “Dottore” Valentino Rossi, alla fine di un 2011 amarissimo per la sua carriera e la MotoGp in generale, dichiara di non avere rimpianti per essere passato alla Ducati, nonostante il numero 0 nella casella delle vittorie nel Motomondiale. «A volte mi dispiace, ma quando comincio a pensare più profondamente a quello che ho dovuto passare, secondo me non è stato un errore», ha dichiarato il pesarese in un’intervista rilasciata al mensile inglese MCN. «Il fascino di questa sfida è grande e mi sento ancora fiducioso. Tutti i problemi vissuti in questa stagione non li ho mai provati in precedenza, ma io corro e faccio tutte le scelte della mia carriera come in questa avventura, continuando a divertirmi sempre e così, nonostante quello che è successo, alla fine non ho rimpianti. Il primo che si sente giù sono io e tutte le persone che lavorano con me, ma so che i fan sono in attesa e che si aspettavano risultati migliori». Valentino ha 31 anni, con ancora almeno altri 6-7 anni ad alto livello, se prendiamo come punto di riferimento le prestazioni di campioni come Colin Edwards o Carlos Checa, giunti alle soglie dei 40 anni. «Una stagione come questa però mi aiuta a diventare più forte», ha replicato il ducatista. «Una stagione come questa non cambia quello che voglio per il mio futuro. Voglio restare ancora qualche anno in MotoGP e sono convinto che posso tornare al vertice e lottare per le posizioni più importanti. Sicuramente sarà impossibile fare undici vittorie in una stagione, ma posso andare a podio spesso. Il mio primo obiettivo è cercare di tornare al vertice con la Ducati, non possiamo finire come quest’anno e dobbiamo portare la moto più vicino alla Honda e alla Yamaha», ha concluso Rossi.

La Yamaha Motor Racing perde il main sponsor Petronas

Dopo aver dovuto togliere dalla carena della moto di Lorenzo il numero 1, passato sulla Honda di Stoner, la Yamaha ha perso anche l’ultimo sponsor rimastole. Il team giapponese di Iwata, che già nel 2011 ha gareggiato senza un main sponsor, e la Petronas hanno infatti reso noto la fine del loro rapporto durato tre anni. Decisamente un brutto segnale non solo per la Yamaha, ma anche per tutto l’ambiente delle MotoGP, che sta risentendo una crisi economica sempre più profonda. “Il rapporto tra Yamaha e Petronas è stato un grande successo, abbiamo goduto di alcuni risultati importanti nella classe MotoGP. Ora che la partnership ha raggiunto la sua naturale conclusione vorrei ringraziare i nostri amici della Petronas per il supporto“: queste le parole di Lin Jarvis, direttore di Yamaha Motor Racing. Che adesso sarà costrett a trovare uno o più sostituti.

Drag Bike Tiffany Butler da record al Royal Purple Raceway

Otto secondi ad una velocità impressionante di 158 miglia orarie (circa 254 Km orari) presso il Royal Purple Raceway a Baytown nella specialità Drag Bike: è il record che ha conseguito una ragazza statunitense, Tiffany Butler, che, partita da ferma, è riuscita ad accelerare battendo la concorrenza ad eliminazione diretta per percorrere il quarto miglio con la sua Dragster (Moto Drag da corsa).

In America ci sono quattro specialità nel campionato Europeo Dragbike: Pro Stock motori da 3 -4 cilindri da 1800 fino a 3200 cc, Super Twin a 2 cilindri da 1700 a 2000 cc, Top Fuel, Funny Bike fino a 3278 cc senza cambio e sovralimentazione fino a 2500 cc

Il team Aspar difende la sua Aprilia CRT RSV4

Il team spagnolo Aspar che nella prossima stagione correrà in MotoGp con le nuove moto di categoria CRT, attraverso il direttore sportivo Gino Borsoi, ha rispedito al mittente le critiche sulla legittimità della sua Aprilia RSV4. La Aspar ha impiegato una RSV4 molto simile a quella che corre nel Mondiale Superbike durante i test a Valencia nello scorso novembre e questo ha sollevato diverse polemiche, con i critici che hanno dichiarato che essendo la moto di produzione Aprilia, non avrebbe dovuto essere considerata come una CRT (e dunque “artigianale” e soggetta ad agevolazioni nel prossimo campionato) ma come una moto “factory”, perché realizzata da un grande costruttore. «Non capisco perché qualcuno si lamenti con noi», ha dichiarato Borsoi in un’intervista con la rivista spagnola Motociclismo.«Molte persone, quando la Moto2 ha esordito, ha iniziato a lavorare con uno standard Honda e poi ha costruito un telaio proprio. Noi stiamo facendo la stessa cosa, né più né meno. Abbiamo dovuto cominciare con qualcosa di familiare di sapere quale direzione prendere. Si tratta di presentare un progetto alla Commissione Grand Prix e si deciderà se la moto è CRT o una moto factory. Faremo tutto nel rispetto delle regole». Borsoi, dunque, sostiene che la Aspar rispetterà ijn toto i regolamenti CRT. «Ciò che distingue il concetto di CRT nella MotoGP è che il motore non è un prototipo, ma deriva dalle due ruote che si possono acquistare nei concessionari. Il telaio della moto CRT potrebbe essere fatto da Aprilia, da un altro costruttore o anche dal team Aspar stesso e sarebbe di proprietà della squadra. Il design del telaio stesso è probabile che verrà usato per tutti i progetti CRT con un motore Aprilia perché non c’è tempo di sviluppare telai singoli per ogni squadra», ha concluso Borsoi.

Biaggi pronto a lottare con il nuovo team per il titolo Superbike 2012

Max Biaggi non vede l’ora di tornare in sella in vista della prossima stagione, nella quale proverà a riconquistare il titolo Mondiale Superbike dopo aver ceduto la sua corona allo spagnolo della Ducati Carlos Checa la stagione appena conclusa. Nel 2011 il pilota romano è stato anche sfortunato: l’infortunio al piede subito in Germania lo ha praticamente tagliato fuori dai giochi, pur non impedendogli di chiudere al terzo posto in campionato. Per puntare nuovamente al titolo, il romano ha messo insieme una nuova crew di tecnici e meccanici dopo la partenza di alcuni dei suoi storici collaboratori, come Giovanni Sandi e Francesco Guidotti: tra di loro come sottolineammo già tempo addietro, é da sottolineare l’arrivo di Aligi Deganello, capotecnico di Marco Simoncelli alla Honda Gresini in MotoGP. «Sono molto motivato per il 2012, sto lavorando duro per migliorare e sento che posso vincere», ha dichiarato Biaggi in un’intervista rilasciata al sito ufficiale della Superbike. «Ognuno può immaginare quanto sia difficile per iniziare una nuova stagione di campionato del mondo con solo un paio di mesi per organizzare tutto e con una squadra totalmente nuova. Speriamo per il meglio. Insieme con l’Aprilia, ho deciso di assumere Aligi Deganello, che sarà il mio nuovo capotecnico. La decisione mi sembra buona, sia sul lato umano che per quello tecnico». Biaggi ha lavorato duramente per riunire il nuovo team tecnico, impegnandosi in prima persona per ottenere un gruppo valido. «Sono stato impegnato direttamente per scegliere i collaboratori in grado di fare bene, al gruppo si sono aggiunti anche tre tecnici provenienti dall’Aprilia. Non ho rancore verso chi se n’è andato, il feeling è rimasto e auguro loro tutto il meglio per la nuova avventura. Noi dovremo vedere invece come andranno le gare per avere una visione d’insieme, ma mi sento fiducioso per tutto», ha concluso l’ex campione del Motomondiale e della SBK.