Edizione tragica, la 33esima della Dakar. L’appuntamento argentino del 2012, infatti, comincia nel peggiore dei modi visto che nei primi due giorni di competizione si attestano già tre morti.
Dopo il decesso del motociclista 38enne argentino Jorge Maertinez Boero, infatti, oggi si annoverano altre due vittime: sono padre e figlio di 37 e 12 anni, spettatori della prima tappa del rally, deceduti in seguito allo schianto dell’aereo da turismo su cui stavano seguendo la gara.
Il velivolo è precipitato per un guasto intorno alle 12 di domenica 1 gennaio nell’area limitrofa a Tres Arroyos, provincia di Buenos Aires.
Dopo lo stop di Valencia nel corso dell’ultima gara di MotoGP del 2011, Nicky Hayden rischia di fermarsi ancora per i postumi di un altro incidente che mette a repentaglio la sua partecipazione ai test invernali con cui il team Ducati cercherà di ultimare e mettere a punto la due ruote dell’anno appena entrato.
Valentino Rossi sceglie twitter per dare il benvenuto al nuovo anno: il tavulliano ha postato un messaggio per i fans che dice
Purtroppo la
Si è conclusa la prima tappa della Dakar 2012 con via da Mar del Plata: nella categoria moto, la vittoria è andata al cileno (e gioca in casa, visto che per il quarto anno su trentatre edizioni complessive la Dakar si disputa in Sud America) Francisco “Chaleco” Lopez in sella ad Aprilia che ha coperto la distanza prevista (57 chilometri di prova speciale) in 32’37”.
Per il quarto anno in America del Sud, il via all’alba da Mar Del Plata: inizia ufficialmente la Dakar 2012, edizione 33, e siamo in grado di illustrare i numeri della competizione che coinvolge mezzi di ogni tipo.
Abbiamo riportato gli
Tutto pronto per l’edizione 33 della Dakar (per la quarta volta in America Latina) che prende il via a Mar del Plata, vista Oceano Atlantico a quattro centinaia di chilometri di distanza dalla capitale argentina Buenos Aires. Turismo alle stelle – si prevede la presenza di oltre duecentomila persone ai nastri di partenza – e adesione massiccia: 465 equipaggi provenienti da 50 Paesi.
Sic sul podio, Vale che sbadiglia, i pensieri di Stoner che viaggiano più in là della Honda su cui ha poggiato il didietro. Il salto di gioia di Jorge Lorenzo, a inizio stagione della
Il pilota italiano Michele Pirro è uno dei piloti più alla ribalta del momento, dopo essere passato alla MotoGP. «Dopo la vittoria di Valencia gli impegni si sono triplicati ed ho passato molto tempo in macchina viaggiando da nord a sud per raggiungere i luoghi delle interviste e gli incontri con gli sponsor», ha dichiarato il pugliese della Honda Gresini. «E’ stato importante passare un po’ di tempo con i ragazzi che l’anno prossimo lavoreranno con me per la sfida più difficile della mia carriera, anche se ora ho voglia di passare le feste a casa con la mia famiglia. Confesso di aver aspettato fino all’ultimo giorno per capire se c’era la possibilità di un prolungamento dell’esperienza Moto2, soprattutto dopo aver appreso informazioni importanti sulle piste e sulla categoria in generale. Probabilmente, correggendo gli errori fatti e migliorando la moto, avremmo anche potuto disputare una stagione positiva, ma ne ho parlato più volte con Fausto, il quale ha sempre riposto in me la massima fiducia. Per tutti i piloti l’obiettivo principale è correre in MotoGP, ma ammetto che nei miei programmi questo passo era previsto entro uno, massimo due anni. L’importante ora è lavorare bene con la squadra e allo stesso tempo divertirsi, perché quando tutto va per il verso giusto e si riesce a guidare senza problemi, i risultati piano piano arrivano. In pochi anni ho fatto ciò che diversi miei colleghi impiegano molto più tempo a realizzare, ma credo di essermi guadagnato ogni volta sul campo i passaggi alle categorie superiori». «Non voglio solo partecipare alla MotoGP, ma vorrei anche poter dire la mia: anche se il livello è altissimo, e al mio fianco avrò i piloti migliori del mondo, voglio provare a giocarmela con loro», ha proseguito il pilota foggiano, che gareggerà su una moto CRT dotata di telaio FTR e motore Honda CBR 1000. «La moto promette bene, FTR è da sempre sinonimo di buona ciclistica e il motore Honda saprà certamente farsi valere. Anche se Aprilia e BMW si trovano già in una fase avanzata del lavoro, io cercherò comunque di concentrarmi e prepararmi per iniziare da qui e per portare avanti il progetto. C’è da sperare che il telaio si adatti al meglio alle gomme, mentre da parte mia avrò l’obbligo di imparare e scoprire i segreti della moto, dall’elettronica fino alla posizione di guida più consona. Di fondamentale importanza saranno i primi test, previsti teoricamente per febbraio».
Il “Dottore” Valentino Rossi, alla fine di un 2011 amarissimo per la sua carriera e la MotoGp in generale, dichiara di non avere rimpianti per essere passato alla Ducati, nonostante il numero 0 nella casella delle vittorie nel Motomondiale. «A volte mi dispiace, ma quando comincio a pensare più profondamente a quello che ho dovuto passare, secondo me non è stato un errore», ha dichiarato il pesarese in un’intervista rilasciata al mensile inglese MCN. «Il fascino di questa sfida è grande e mi sento ancora fiducioso. Tutti i problemi vissuti in questa stagione non li ho mai provati in precedenza, ma io corro e faccio tutte le scelte della mia carriera come in questa avventura, continuando a divertirmi sempre e così, nonostante quello che è successo, alla fine non ho rimpianti. Il primo che si sente giù sono io e tutte le persone che lavorano con me, ma so che i fan sono in attesa e che si aspettavano risultati migliori». Valentino ha 31 anni, con ancora almeno altri 6-7 anni ad alto livello, se prendiamo come punto di riferimento le prestazioni di campioni come Colin Edwards o Carlos Checa, giunti alle soglie dei 40 anni. «Una stagione come questa però mi aiuta a diventare più forte», ha replicato il ducatista. «Una stagione come questa non cambia quello che voglio per il mio futuro. Voglio restare ancora qualche anno in MotoGP e sono convinto che posso tornare al vertice e lottare per le posizioni più importanti. Sicuramente sarà impossibile fare undici vittorie in una stagione, ma posso andare a podio spesso. Il mio primo obiettivo è cercare di tornare al vertice con la Ducati, non possiamo finire come quest’anno e dobbiamo portare la moto più vicino alla Honda e alla Yamaha», ha concluso Rossi.
Dopo aver dovuto togliere dalla carena della moto di Lorenzo il numero 1, passato sulla Honda di Stoner, la Yamaha ha perso anche l’ultimo sponsor rimastole. Il team giapponese di Iwata, che già nel 2011 ha gareggiato senza un main sponsor, e la Petronas hanno infatti reso noto la fine del loro rapporto durato tre anni. Decisamente un brutto segnale non solo per la Yamaha, ma anche per tutto l’ambiente delle MotoGP, che sta risentendo una crisi economica sempre più profonda. “Il rapporto tra Yamaha e Petronas è stato un grande successo, abbiamo goduto di alcuni risultati importanti nella classe MotoGP. Ora che la partnership ha raggiunto la sua naturale conclusione vorrei ringraziare i nostri amici della Petronas per il supporto“: queste le parole di Lin Jarvis, direttore di Yamaha Motor Racing. Che adesso sarà costrett a trovare uno o più sostituti.
Otto secondi ad una velocità impressionante di 158 miglia orarie (circa 254 Km orari) presso il Royal Purple Raceway a Baytown nella specialità Drag Bike: è il record che ha conseguito una ragazza statunitense, Tiffany Butler, che, partita da ferma, è riuscita ad accelerare battendo la concorrenza ad eliminazione diretta per percorrere il quarto miglio con la sua Dragster (Moto Drag da corsa).
Il team spagnolo Aspar che nella prossima stagione correrà in MotoGp con le nuove moto di categoria CRT, attraverso il direttore sportivo Gino Borsoi, ha rispedito al mittente le critiche sulla legittimità della sua Aprilia RSV4. La Aspar ha impiegato una RSV4 molto simile a quella che corre nel Mondiale Superbike durante i test a Valencia nello scorso novembre e questo ha sollevato diverse polemiche, con i critici che hanno dichiarato che essendo la moto di produzione Aprilia, non avrebbe dovuto essere considerata come una CRT (e dunque “artigianale” e soggetta ad agevolazioni nel prossimo campionato) ma come una moto “factory”, perché realizzata da un grande costruttore. «Non capisco perché qualcuno si lamenti con noi», ha dichiarato Borsoi in un’intervista con la rivista spagnola Motociclismo.«Molte persone, quando la Moto2 ha esordito, ha iniziato a lavorare con uno standard Honda e poi ha costruito un telaio proprio. Noi stiamo facendo la stessa cosa, né più né meno. Abbiamo dovuto cominciare con qualcosa di familiare di sapere quale direzione prendere. Si tratta di presentare un progetto alla Commissione Grand Prix e si deciderà se la moto è CRT o una moto factory. Faremo tutto nel rispetto delle regole». Borsoi, dunque, sostiene che la Aspar rispetterà ijn toto i regolamenti CRT. «Ciò che distingue il concetto di CRT nella MotoGP è che il motore non è un prototipo, ma deriva dalle due ruote che si possono acquistare nei concessionari. Il telaio della moto CRT potrebbe essere fatto da Aprilia, da un altro costruttore o anche dal team Aspar stesso e sarebbe di proprietà della squadra. Il design del telaio stesso è probabile che verrà usato per tutti i progetti CRT con un motore Aprilia perché non c’è tempo di sviluppare telai singoli per ogni squadra», ha concluso Borsoi.