
Cambia radicalmente il tracciato della diciannovesima edizione della Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia riservato alle moto d’epoca, organizzato dal Moto Club L. Liberati – P. Pileri di Terni sotto l’egida della Federazione Motociclistica Italiana.
Il sodalizio ternano, ideatore della più importante manifestazione itinerante per moto d’epoca che si svolge in Italia, ha fatto questa scelta, a seguito delle numerose richieste giunte sia dai partecipanti che da importanti località turistiche che ne richiedevano la presenza.
Il percorso precedentemente annunciato è stato quindi modificato con uno praticamente inedito, fortemente caratterizzato sia per l’aspetto turistico che per quello sportivo. Rimangono sei le tappe che interesseranno le maggiori località turistiche della Toscana e dell’Umbria per un totale di poco meno di 1500 chilometri. Ogni frazione sarà caratterizzata da una o più prove speciali che si svolgeranno o su circuito (Mugello e Magione) o in tratti di strada particolarmente vocati al motociclismo, dove da decenni si svolgono importanti cronoscalate.


La Yamaha F28 ha visto la sua apparizione al Salone di Tokio. La sigla FZ indica le moto nude e quell’8 piazzato sarà sicuramente oggetto di discussione. Il motore infatti è un 4 cilindri che raggiungerà gli 800 cc. La gamma è completata da 4 cilindri da 600 cc, la Xj6, Sportiva da 800 cc con la FZ8, maxi con la FZ1. Di certo sarà una moto molto più sportiva, ma al momento non sappiamo il prezzo e la casa non ha offerto altre informazioni. Dovremo quindi attendere, ma intanto la Yamaha ha continuato a colpire, nonostante la sua assenza al Salone Eicma di Milano, in Giappone però ha fatto davvero la consueta bella figura.



Fresco del Titolo di Campione italiano della Classe Stock 600, Andrea Boscoscuro si è concesso solo il tempo di un festeggiamento con gli amici e il Fan Club prima di volare in Australia. Il giovane campione vicentino che l’anno prossimo gareggierà nella neonata Classe Moto2 nel Campionato spagnolo, il CEV, rientrerà in Italia dopo la metà di gennaio.
Il Canada è in rivolta, dopo la decisione presa dal ministro dei trasporti della provincia del Quebec, avrebbe proposto la legge obbligatoria di usare il casco per tutti i ciclisti, anche per quelli più giovani, per tentare di ridurre gli incidenti, che anche nel campo delle due ruote sono frequenti.





