Superbike, Carlos Checa ripercorre il suo indimenticabile 2011

di Moreno Commenta

Dopo aver celebrato a lungo il primo Titolo Mondiale della sua lunga carriera, il pilota spagnolo Carlos Checa (Althea Racing Ducati), si è dedicato ai giornalisti, per ripercorrere l’emozionante stagione 2011. Quando gli è stato chiesto i segreti per arrivare al titolo, Checa ha così risposto: “La mia carriera è stata lunga e non si può mai dire con certezza cosa può accadere. Ho sempre cercato di migliorare, di vivere nel miglior modo possibile questo mondo e di affrontarlo come se mi trovassi a scuola, ovvero ritenendolo un’occasione di crescita sotto tutti i punti di vista. In Superbike ho corso per la prima volta in sella alla Honda del Team Ten Kate, e mi è piaciuta, il passaggio con Genesio (Bevilacqua, patron del team Althea Racing) ed il competere per la prima volta in sella ad una bicilindrica hanno rappresentato invece un’avventura completamente nuova. Sapevo dentro di me che sarei stato in grado di guidare questa moto e che mi sarei trovato a mio agio. Ci sono stati dei momenti magici, specialmente quest’anno“.

Come ha spiegato lo stesso Checa, anche se il titolo è arrivato soltanto nel 2011, una parte importante del successo risiede nel duro lavoro svolto nella stagione precedente, vissuto su una moto molto simile a quella attuale. “Questi momenti non arrivano per caso. Abbiamo fatto progressi quest’anno, ma un grande passo in avanti lo abbiamo fatto nel 2010. Ora mi sento più forte rispetto all’inizio di stagione. Continuerò nel mio lavoro il prossimo anno, ma allo stesso tempo voglio godermi questi istanti.” Alla richiesta di spiegazioni sul perché il titolo sia arrivato nel 2011, ad un’età molto più vicina ai 40 anni che ai 30, Checa risponde: “C’è bisogno della squadra, della moto, e di tante altre cose messe assieme per diventare un Campione del Mondo. Durante la mia carriera ho avuto dei bei momenti, ma se non ho mai vinto un titolo fino ad ora è perché, allora, non ero forte quanto lo sono adesso, ma soprattutto perché non avevo dalla mia il Team ed il mezzo ideale. Questo momento è arrivato, al momento giusto“.

Attraverso il suo stile pulito di guida e la tendenza limitare al massimo gli errori hanno fatto apparire più semplice del previsto la conquista del titolo, ma Carlos dichiara che non è andata affatto così: “Non è solamente una questione di essere veloci, ma di capire anche il motivo per cui in certe situazioni non lo sei“, ammette Checa. “Devi essere onesto con te stesso e con la squadra. Bisogna essere in grado di sopportare la pressione e di lasciarsela scivolare addosso. Alla fine siamo tutti umani, abbiamo i nostri punti forti e quelli deboli. In passato ho avuto dei buoni momenti, ma mi è mancato qualcosa a livello mentale. E’ facile incappare in un errore! Inoltre sono migliorato in frenata e specialmente nell’affrontare le curve verso destra. Abbiamo preso le decisioni giuste a livello di moto ed in pista. Questa per quanto mi riguarda è la soddisfazione maggiore“.

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