Pare che Marco Simoncelli abbia chiesto alla Honda una nuova offerta contrattuale già a partire dalla prossima gara di Brno. Addirittura, nel caso in cui non ci fossero contatti soddisfacenti, il pilota romagnolo sarebbe intenzionato ad offrirsi alla Ducati. Questa notizia che ha del clamoroso è stata però seccamente smentita dalla casa di Borgo Panigale ma potrebbe se confermata aprire nuovi e inaspettati scenari per il mercato piloti. La Honda in questo mondiale schiera quattro moto ufficiali: tre nel team Repsol e guidate da Casey Stoner, Dani Pedrosa e Andrea Dovizioso; l’altra, appunto, data in gestione al team satellite della Gresini, affidata a Marco Simoncelli. Dal 2012, vista la crisi economica la Honda ha già deciso di ridurre il suo impegno, portando da quattro a sole due le moto della Repsol, mentre resta in forte dubbio la presenza di quella griffata Gresini. Simoncelli non vuole assolutamente abbandonare la Honda, ma visto che non gli è stato ancora offerto un nuovo contratto, teme di essere messo alla porta, al pari del conterraneo Dovizioso. A psiegare meglio il tutto, ci pensa Carlo Pernat, manager di Simoncelli: “Ora stiamo aspettando l’offerta da Honda per la prossima stagione. Abbiamo chiesto un incontro a Brno per discutere delle modalità di partecipazione di Marco, per comprendere le loro intenzioni. Supersic vuole rimanere con la Honda, ma non è l’unica casa interessata a lui: anche la Ducati è una pretendente e se faranno un’offerta, la valuteremo. Ma la prima scelta è la Honda e sono sicuro che resterà con loro, trovando un accordo soddisfacente”. Le parole di Pernat però, appaiono quanto meno dubbie, visto che il project director della moto bolognese, Alessandro Cicognani, nei giorni scorsi ha smentito che sia stata fatta un’offerta formale al romagnolo.”No, non abbiamo assolutamente contattato Simoncelli, abbiamo i nostri piloti, Nicky e Valentino: hanno firmato per il prossimo anno e ci atterremo a questo”, ha detto il dirigente Ducati. Dunque, vista la crisi profonda vissuta da Valentino Rossi in Ducati, un ritorno alla Honda di Rossi sarebbe clamoroso, ma non impossibile; mentre Simoncelli potrebbe riuscire nell’arduo compito di domare la Ducati, come ha fatto già Stoner.
MotoGP
MotoGp, Iannone esce allo scoperto: “Sono stato contattato da alcune scuderie”
Andrea Iannone, pilota italiano della Moto2, per il momento preferisce non dare troppo peso alle indescrezioni su un suo prossimo passaggio in MotoGP nel 2012, ma è molto probabile che il pilota abruzzese possa trovare un posto nella calsse regina nella prossima stagione. In realtà, Iannone ha fatto il suo debutto in MotoGP con la Ducati Pramac durante un breve test al Mugello nel mese di luglio, ma stando alle voci di radio mercato é molto probabile che siano altre le squadre con cui potrebbe gareggiare nel prossimo futuro. Il pilota è attualmente in forza al team Speed Master e proprio la sua scuderia è una di quelle in lizza per poter effettuare il passaggio alla MotoGP, ma non è ancora chiaro se la squadra italiana entrerà con un suo progetto oppure si aggregherà ad altre scuderie. Nel frattempo, Iannone è stato anche contattato dalla Monster Tech 3, squadra francese satellite della Yamaha che ha come piloti ufficiali Cal Crutchlow e il veterano 37enne Colin Edwards. Ed è proprio al posto dell’americano che Iannone dovrebbe subentrare alla Tech3: in quel caso andrebbe a formare con Cruchlow, che quest’anno è alla sua prima esperienza di MotoGP, una coppia di piloti giovani e veloci, anche se inesperti e quindi da far maturare. “Non so cosa succederà per il prossimo anno, ho avuto vari colloqui e varie proposte, molto stimolanti. Ma è prematuro per parlarne, ora voglio vincere più gare in Moto2 e concentrarmi su questo campionato, prima di decidere cosa fare. Vorrei presentarmi con un bel biglietto da visita”. A proposito delle moto della massima serie, il pilota di Vasto ha dichiarato di esser stato colpito dalle prestazioni della Ducati GP11 di Loris Capirossi che ha provato al Mugello.”La moto era impressionante. Ho aperto il gas e il rettilineo di un chilometro era finito, hanno una potenza pazzesca. Sono felice soprattutto di non essere caduto e di non aver danneggiato la moto. Se passerò alla MotoGP, dovrò allenarmi moltissimo”, ha concluso.
MotoGp, il bilancio di Stoner sulla prima parte della stagione: “Sto bene ed il team va alla grande”
Ecco l’intervista pubblicata dal sito ufficiale della Honda, al leader del Campionato Casey Stoner, quando siamo arrivati esattamente a metà della stagione 2011. L’australiano, che é attualmente impegnato nel recupero della forma migliore in attesa del GP di Brno ha parlato a 360º di quella che potrebbe essere l’annata che gli regalerà il suo secondo titolo MotoGP. 5 vittorie e 4 podi in 10 gare: questo il bottino sin qui realizzato dal pilota australiano nella prima parte della stagione. “Assolutamente. Credo che senza quel problema nella seconda gara, saremmo stati sul podio in tutte e 10 le prime gare, qualcosa di molto speciale. Sono molto contento nel Repsol Honda Team, la moto va alla grande e anche nelle peggiori giornate non va male. Quando avremo l’opportunità di vincere ci proveremo sempre“. Poi l’australiano si sofferma su Laguna Seca, a suo dire la gara più bella da lui sin qui disputata. “Posso affermare senza alcun dubbio che si tratta di Laguna Seca. Da Assen, quando ho avuto quella forte caduta, ho sofferto parecchio i miei infortuni e la caduta del Sachsenring non ha aiutato. Arrivato a Laguna ero fiducioso, ma sfortunatamente durante il fine settimana non avevamo la moto che speravamo. Poi in gara è cambiato tutto e abbiamo fatto lo step che ci serviva per fare una grande corsa“. Lorenzo, Pedrosa e Stoner stanno regalando alti livelli di rendimento agli appassionati di MotoGp. “Ho corso con questi piloti per tutta la mia carriera, quindi credo che il valore delle vittorie sia sempre molto alto. Tutti e tre abbiamo avuto qualche la sfortuna di coincidere in un periodo complicato per vincere, quindi il gradino più alto è sempre una grande sensazione“. Poi Stoner parla su quali potranno essere i dettagli che decideranno chi sarà il Campione 2011. “Potrei dire la continuità, ma visto la difficoltà di questa stagione, non credo sarà la chiave. Devi stare davanti e vincere gare, prendere rischi. Questo deciderà il Campionato. Daremo il massimo ogni volta che scenderemo in pista, ma quando non saremo in grado di vincere, dovremo accontentarci del secondo o del terzo posto“. Poi torna a parlare del suo attuale stato di forma. “Abbiamo un po’ di tempo per riposare e sono sicuro che starò meglio. Ci sono un sacco di cose che si possono migliorare e io devo assolutamente migliorare il mio stile di guida, anche con questa moto. Ho imparato molto dalle ultime gare, ma la mancanza d’esperienza con Honda non aiuta. Sarebbe perfetto averne un po’ di più e migliorare rapidamente quando ci manca grip o quando è difficile curvare“. Infine, un augurio per la seconda parte della stagione. “Onestamente il meglio che mi può succedere è ripetere la prima parte! Arrivare con più punti di tutti al termine è l’obiettivo. Voglio vincere ancora, voglio dare il massimo fino al termine della stagione. La moto va bene, sto correndo bene, ma ci sono rivali importanti. Dovremo aspettare e vedere che possiamo fare nella seconda parte, ma sono sicuro che sarà un Campionato duro“.
MotoGp, Nakamoto avverte Stoner: “Attenzione a Lorenzo”
Se non fosse per la presenza di quel “fastidioso” Jorge Lorenzo, la Honda avrebbe già messo in ‘bacheca’ il titolo della MotoGP 2011. Ma lo spagnolo della Yamaha, campione del mondo in carica, venderà cara la pelle. Lo sa molto bene anche Shuhei Nakamoto, vice presidente del team Hrc Honda e guida del team ufficiale. “Lorenzo è un avversario fortissimo, non mollerà. Un solo errore potrebbe compromettere la lotta per il titolo. Affrontiamo ogni gara cercando di evitare ogni sbaglio che potrebbe costarci punti importanti“: questo il monito indirizzato ai tre piloti della Honda ufficiale, Stoner, Pedrosa e Dovizioso. “Honda ha vinto finora sette gare su dieci. Considerando che lo scorso anno abbiamo vinto in totale quattro gare, potrebbe pensare che il titolo sia alla nostra portata“, ha aggiunto. E’ chiaro, comunque, che al momento l’unico veramente in grado di battere Lorenzo nella corsa al titolo iridato di numero uno della MotoGp, è proprio l’australiano di casa Honda, Casey Stoner. “Nonostante gli ottimi risultati – ha precisato Nakamoto – Casey ha ancora dei problemi fisici, postumi della caduta in prova ad Assen e sente dolore quando guida. Queste due settimane di pausa arrivano al momento, giusto, Casey ne potrà approfittare per recuperare la piena forma“. In questo caso, una grossa mano al pilota australiano, potrebbe arrivare proprio dal compagno di team, Dani Pedrosa. “Approfittando anche alle vacanze estive, Dani potrà allenarsi e tornerà presto in piena forma. Sono sicuro che nelle prossime gare vedremo dei bei duelli tra Dani, Casey e Jorge, tre piloti forti capaci di vincere“: non si è quindi voluto sbilanciare più di tanto Nakamoto, parlando di giochi di squadra. Nakamoto, comunque, conserva un piccolo sogno per quest’anno: “Quando vedremo un podio tutto Honda? La competizione è molto forte così non sarà facile, ma è un sogno che stiamo rincorrendo da tempo e nelle prossime gare daremo il massimo per realizzarlo e conquistare il titolo iridato“.
MotoGp, l’invidia sana di Agostini: “Se Rossi battesse miei record, non sarei contento. Ma andrei alla sua festa”
”Se Valentino dovesse superare i miei record non sarei contento, ma andrei alla sua festa”. Sono state queste le parole di Giacomo Agostini, leggenda del motociclismo italiano, rilasciate in un’intervista a Riders Italian Magazine. ”Io gli ho sempre detto: Vale tifo per te, pero’ fermati a 119, 121, massimo 122 Gp vinti (come il record di ‘Ago’, ndr). Lui mi rispondeva: Ok, lo faro’. Probabilmente non lo pensava, diciamo che ha voluto farmi dormire tranquillo“. Agostini, e’ sempre stato un pilota molto riservato, al contrario invece dell’esuberante Rossi: “Credo che Valentino Rossi riunisca le due facce della medaglia: quella vecchia, eroica, e quella moderna, mediatica. Ha fatto tantissimo, ha cambiato le cose in senso positivo. Io mi dicevo: Dai gia’ spettacolo in gara, basta cosi’. Lui invece s’e’ inventato quei piccoli show che sono piaciuti a tutti, anche a me che non mi sono mai messo in mostra“. Sulla differenza tra le ‘sue’ gare e quelle attuali, ha dichiarato: ”Negli anni Sessanta ti toccava partire per una gara dopo che erano morti due piloti la domenica precedente. C’era quella tensione che ti dava piu’ consapevolezza.Oggi il pilota ordina quello che vuole come al ristorante”. Se Agostini fosse un team manager, chi ingaggierebbe? ”Lorenzo e Rossi, li rimetterei insieme. Fossi stato il signor Yamaha non avrei mollato ne’ uno ne’ l’altro: Lorenzo e’ il giovane emergente, forte, veloce. Rossi ha esperienza e va ancora forte”.
Motomondiale, la Dorna e la Fim non cambiano idea: a Motegi si correrà
A Motegi la MotoGp correrà. E’ questa la decisione comunicata ufficialmente dalla Federazione Internazionale e dalla Dorna (“se non dovessero accadere altri ulteriori incidenti gravi, il Gran Premio del Giappone si svolgerà il 2 ottobre come previsto“). Le due organizzazioni responsabili del motomondiale non hanno cambiato idea: nonostante le tante perplessità esrepsse dai piloti e da molti addetti ai lavori. Preso atto di ciò, sul sito ufficiale dell’autodromo di Motegi sono già in vendita i biglietti, segnale che si dà per scontato che il 30 settembre i protagonisti della MotoGP scenderanno in pista senza colpo ferire per la prima sessione di prove libere. A supporto della decisione della Dorna sono i risultati delle analisi svolte dall’Arpa, l’Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell’Emila Romagna. Scelta proprio perché ente indipendente, l’Arpa ha ispezionato le strutture di Motegi e le zone immediatamente adiacenti senza ottenere come risultato livelli di radiazioni tali da giustificare l’ipotesi di cancellazione della gara. Peccato però, che tale ricerca non sia del tutto completa, visto che gli hotel della della gran parte di piloti e giornalisti sono situati nella cittadina di Mito, che é molto più vicina in linea d’aria alla centrale nucleare di Fukushima. Mito però, non è stata oggetto delle analisi dell’Arpa, che ha pubblicato i risultati lo scorso 22 luglio. A Laguna Seca i piloti della MotoGP avevano svolto una riunione per discutere dell’opportunità o meno di correre in Giappone e l’unico a dare parere favorevole era stato Hiroshi Aoyama, pilota legato a doppio filo alla Honda che tra l’altro è anche proprietaria del circuito. E’ quindi molto chiaro che in ballo ci sono forti interessi economici senza dimenticare l’immagine di un ritorno alla tranquillità che il Giappone vorrebbe dare ospitando regolarmente la corsa. Intanto, in questo fine settimana a Motegi si disputerà una gara del campionato di Formula Nippon, mentre a metà settembre toccherà alla Formula Indy che non si è posta per nulla il problema della sicurezza.
MotoGp, Cecchinello e la LRC Honda puntano a sostituire Elias con Bostrom
Lucio Cecchinello e il team LCR Honda pare abbiano terminato la loro pazienza nei confronti del pilota Toni Elias. A Laguna Seca infatti, la scuderia monegasca ha potuto testare un secondo pilota: Ben Bostrom, wildcard richiamato per correre nel GP degli Usa ritrovandosi alla guida della RC212V di ricambio, proprio lui che non aveva mai guidato una MotoGP prima delle prove libere del venerdì. Il pilota americano, comprensibilmente disorientato, ha impiegato tre giorni per prendere tutte le misure della categoria e sebbene sia stato anche costretto al ritiro per un guasto patito all’ottavo giro, hacomunque girato di un decimo più veloce del veterano Elias. Lo spagnolo, che lo scorso anno vinse il primo campionato del mondo di Moto2 alla guida della Gresini Racing, quest’anno proprio non riesce ad essere competitivo. Tra le altre cose, Bostrom ha terminato al quinto posto nella gara di AMA Superbike che ha dovuto disputare assieme all’impegno di MotoGP e questo, ovviamente, rende i risultati di Elias ancora più deludenti. Lo spagnolo comunque ha terminato la gara americana al 13° posto. “Come sempre ho fatto una buona partenza, ma a Laguna Seca ti trovi in difficoltà se si inizia dall’ultima fila così ho spinto, ma alla prima curva sono andato un po’ largo: ero 12°, quando improvvisamente ho perso l’anteriore e sono finito nella ghiaia”, ha spiegato il pilota Manresa. “Sono rientrato, ma per il resto della gara mi sentivo come se fossi che lambiscono una superficie gelata. Abbiamo finito la gara in 13ma posizione ma la situazione è ancora molto difficile per noi. Non credo di avere colpe specifiche: ci sono stati molti episodi negativi in tutta la stagione e se sono finito a 0”109 da Bostrom, la colpa è sicuramente della mia caduta. Comunque se le cose non dovessero andare ancora bene in MotoGP, vorrà dire che tornerò in Moto2: ho lasciato molti estimatori e potrò lottare ancora per la vittoria”, ha chiuso Elias.
MotoGp, Stoner nasconde un piccolo infortunio. E guida la rivolta anti-Motegi
L’attuale leader del mondiale Casey Stoner in questi giorni si sta curando un piccolo problema fisico dovuto alla caduta nelle prove libere di Assen. Il pilota del Repsol Honda Team, che domenica scorsa ha trionfato a Laguna Seca (bellissimo un suo sorpasso su Lorenzo a 7 giri dal termine) non ha però voluto “pubblicizzare” molto la faccenda, ma il fastidio c’è e non gli sta permettendo di allenarsi come vorrebbe. L’iridato del 2007 può infatti solamente allenarsi con la bicicletta, come ha confidato in un’intervista al Sydney Morning Herald. “Nella caduta di Assen ho sbattuto violentemente la spalla, il muscolo è rimasto intrappolato tra le mie vertebre ed è rimasto abbastanza danneggiato. Ho fatto una lastra e i medici mi hanno detto che ci vorranno circa due mesi e mezzo per risolvere il problema. A Laguna Seca riuscivo a malapena a respirare dopo le qualifiche perché il mio collo e anche i muscoli ripercuotono il dolore sulle costole. Al momento posso allenarmi solamente con la bici, non posso fare nessun altro tipo di allenamento”.
Casey Stoner però, oltre che essere alle prese con l’infortunio, guida un nutrito gruppo di piloti che non ha intenzione di andare in Giappone a correre sul tracciato di Motegi, come invece confermato dalla Dorna. Nonostante il rapporto dell’ARPA reso noto negli scorsi giorni che ha decretato che il pericolo radiazioni è trascurabile. Stoner però non si fida, ed insieme ad altri piloti, ha chiesto maggiore chiarezza sul reale rischio che i piloti potrebbero correndo in Giappone. Il problema é che Motegi, dista poche decine di km dalla centrale nucleare di Fukushima, per questo il timore dei piloti é grande. Dopo il GP di Laguna Seca di domenica scorsa, Stoner ha parlato con i vertici della Honda, ribadendo la volontà di non voler correre in caso di rischio ancora alto. L’australiano non ha intenzione di cambiare idea tanto facilmente, come egli stesso ha dichiarato: “Ci sono dichiarazioni ufficiali che dicono il reattore nucleare non è al 100% sotto controllo. Ho dato le mie opinioni ed ho diritto a farlo. Nessuno potrà cambiare la mia opinione su questo argomento. Non credo che la Honda spinga i suoi piloti a correre. Questa è la mia opinione e il mio giudizio, è qualcosa su cui ho già riflettuto“.
MotoGp, Alonso difende Rossi: “Non deve fare l’ingegnere”
Da Budapest arrivano messaggi di solidarietà tra i piloti delle Rosse più famose d’Italai: ovvero Ferrari e Ducati, per voce di Fernando Alonso che difende Valentino Rossi: “Non conosco i problemi della Ducati, ma vediamo anche noi le gare in TV. Vale fa sempre il massimo come noi, ma in alcune gare c’è l’occasione per vincere, altre volte no. Rossi è 9 volte campione del mondo e non ha niente da dimostrare. Non deve fare l’ingegnere. Quando avrà la moto giusta vincerà“.
Intanto Loris Capirossi ha annunciato che non andrà in Superbike dopo l’addio alla MotoGp, come invece scelto altri piloti del calibro di Max Biaggi, Carlos Checa e Marco Melandri. “Un paio di squadre si sono interessate a me per passare al Mondiale Superbike, ma sono io che davvero non ho voglia di passare in quella serie”, ha detto il 38enne bolognese. “Ci sarebbe molto da imparare, mettendosi in gioco, lottando contro piloti più motivati, non ha molto senso. Il mio sogno è invece quello di continuare in MotoGP o forse smettere, non lo so. Quando tornerò dopo la pausa estiva a Brno dirò qualcosa di più sui miei progetti per il futuro perché in questo momento la moto non è purtroppo molto competitiva e lottiamo molto per stare con i primi. E’ molto faticoso”. Capirossi ha raggiunto quota 322° con il Gran Premio a Laguna Seca lo scorso fine settimana, ma ha ammesso che inizia ad essere stanco, a sentire il peso degli anni sulla Ducati di cui dispone il suo team, la Pramac. “Non mi piace come sto guidando e quest’anno sembra sempre di avere un problema in qualche parte, senza contare gli infortuni che si fanno sentire. Questo è un buon momento per capire cosa farò in futuro. Dopo 22 stagioni con un sacco di vittorie e podi non devo dimostrare a nessuno quello che è il mio potenziale. Voglio solo una buona moto e godere di correre”, ha concluso Capirossi.
MotoGp, la Ducati traccia la strada sino ad ottobre: “Migliorare gara dopo gara”
Il Project Director MotoGP del Ducati Team, Alessandro Cicognani, ha tracciato un bilancio sull’inizio di questo 2011. “Diciamo soltanto che è stato un avvio complicato, ci aspettavamo molto di più, e invece ci sono stati alcuni problemi con il recupero della spalla di Vale e con la ricerca del giusto feeling fra Nick e la sua moto“. “Poi è arrivato qualche buon risultato, come per esempio il primo podio di Jerez con Nicky e quello di Le Mans con Vale..ma subito dopo è riapparsa qualche incertezza. Sono convinto che però ora, il ritmo raggiunto sia quello giusto; continueremo in questa direzione“, ha poi aggiunto. Cicognani ha dichiarato infine qual é il vero obiettivo del Ducati Team per questa seconda parte del Campionato. “Il nostro obiettivo è migliorare: giorno dopo giorno, gara per gara, vogliamo essere competitivi per la vittoria e ci impegneremo costantemente per arrivare a questo risultato” ha poi concluso.
MotoGp, la Suzuki traccia un primo bilancio: “Avvio difficile, stiamo crescendo”
Dopo aver archiviato i primi dieci gran premi della stagione 2011, é tempo di bilanci in casa Suzuki. “Avvio difficile“, ha sibillinamente commentato il Team Manager di Rizla Suzuki, Paul Denning. “Non siamo neanche riusciti a scendere in pista per la prima gara di Qatar a causa dell’infortunio di Álvaro (Bautista). Il suo rientro ad Estoril è avvenuto molto prima di quello che ci saremmo aspettati, ma il processo di recupero e la ricerca della confidenza persa con la moto hanno richiesto parecchio tempo. Solo nel nono appuntamento del Sachsenring abbiamo visto un Álvaro con lo stesso ritmo mostrato durante i test invernali”. “La moto è giunta ad un buon livello di sviluppo: Suzuki ha svolto un gran lavoro con il forcellone e il telaio per migliorare il riscaldamento degli pneumatici e il grip generale. Il motore è competitivo, dobbiamo solo continuare a migliorare facendo piccoli passi alla volta“, ha proseguito Denning. “Ma il pilota riveste ancora un ruolo fondamentale nel conseguimento del risultato finale: se ha problemi fisici o se non è preparato a livello mentale, la performance ne risente“. “Ora siamo felici che Bautista sia tornato in perfetta forma fisica, pronto a correre dando il massimo. Abbiamo solo un pilota quindi diamo tutto il possibile per offrirgli le migliori condizioni. Lui è un grande professionista e vuole lottare per stare nel gruppo di testa con piloti come Simoncelli e Lorenzo, con i quali ha già avuto a che fare in passato in 250“. Questo per quanto concerne quanto visto sin qui. Sulla restante parte della stagione il Team Manager Suzuki ha poi aggiunto: “Se continuiamo a migliorare la moto e ad aumentare il feeling fra il mezzo e il pilota, speriamo di riuscire a raggiungere le zone alte. Abbiamo ancora diversi passi da fare per colmare il gap fra noi e le Honda o noi e le Yamaha. Proveremo ad avvicinarci il più possibile: siamo qui per fare bene e vedere dove possiamo arrivare“.
Motomondiale, la Bridgestone analizza il Gran Premio degli Stati Uniti
La Bridgestone analizza il Gran Premio degli Stati Uniti corso sul tracciato Laguna Seca. Hiroshi Yamada, Responsabile Bridgestone Motorsport: “Casey ha compiuto una performance impressionante ottenendo la prima vittoria a Laguna Seca dal 2007, anno in cui ottenne il titolo mondiale, e sono contento che la popolarità del Motomondiale sia in continua crescita negli Stati Uniti, con un record di presenze per l’intero weekend. Laguna Seca è l’unica gara del calendario in cui piloti gommati Bridgestone hanno ottenuto tutti e tre i gradini del podio ogni anno dal 2007, anche quando non eravamo gli unici fornitori di pneumatici, quindi è un tracciato che associamo sempre a bei ricordi. Sono soddisfatto delle performance della nostra selezione di pneumatici e della mescola più morbida per il posteriore e dalla prossima gara di Brno avremo a disposizione un’altra mescola per le rimanenti gare della stagione”.
Hirohide Hamashima, Assistente del Responsabile Sviluppo Bridgestone Motorsport: “L’opzione di mescola più dura per l’anteriore e per il posteriore è stata chiaramente quella che ha garantito performance più veloci e, specialmente nel caso di Casey, la consistenza e il ritmo di gara sono stati impressionanti. Il tempo totale di gara è stato più veloce di 2.7 secondi rispetto al precedente record e questo rappresenta un buon indicatore della consistenza e durata dei nostri pneumatici. Al terzo giro Casey ha stabilito il giro più veloce con il tempo di 1m 21.673s e al 29° passaggio il suo ritmo è stato di 1m 21.865s, ad ulteriore dimostrazione della durata dei pneumatici utilizzati. In questo weekend sono soddisfatto anche delle performance dei nostri pneumatici slick con mescola più morbida. Abbiamo portato questa tipologia di mescola per migliorare le performance di riscaldamento dei pneumatici nelle sessioni di prova del mattino con temperature più fredde, e alla partenza 12 piloti hanno optato per queste mescole. Ben ha tagliato il traguardo in quarta posizione utilizzando al posteriore il pneumatico con mescola più morbida, quindi sono soddisfatto della nostra decisione di rivedere le opzioni di scelta per il posteriore”.
MotoGp, Toni Elias sulla LRC Honda: “Abbiamo ancora dei problemi”
Toni Elias non é andato oltre il 13° posto nel decimo appuntamento del Campionato del Mondo MotoGP 2011, nel Gran Premio degli Stati Uniti sul circuito di Laguna Seca, mentre il suo compagno di squadra, la wildcard Ben Bostrom, dopo un’ottima partenza dall’ultima fila davanti a circa 52.000 tifosi, guadagnando un secondo solo nel primo giro. Purtroppo però, un problema con il cambio ha costretto la stella dell’AMA superbike ad abbandonare la gara: l’americano ha preferito rientrare al box anche per preservare le energie per il prossimo appuntamento SBK.
Toni Elias, LCR Honda: “Nel warm up di domenica abbiamo fatto delle modifiche sul posteriore e sembrava che lo cose andassero meglio. Come sempre sono partito bene ma a Laguna se parti dall’ultima fila rimani bloccato per questo ho azzardato un po’ e nella prima curva sono finito un po’ largo. Ero 12° quando ho perso il controllo dell’anteriore finendo sulla ghiaia. Sono ripartito ma per tutta la gara è stato come guidare su una superficie ghiacciata. Abbiamo finito in 13esima posizione ma la situazione è ancora difficile per noi”.
Ben Bostrom: “Ho fatto una buona partenza e mi sono sentito subito bene in sella alla moto. Ho migliorato il mio tempo sul giro di un secondo rispetto alle prove ed ero ottimista perché la gara si prospettava interessante. Ero veloce ma ho iniziato a far fatica alla prima curva quando dovevo scalare le marce e il mio piede urtava l’asfalto così dopo qualche giro ho fatto un errore e sono finito nella ghiaia. Mi ci sono voluti quasi 30 secondi per rientrare in pista ma il giro successivo mi è successo di nuovo. Così ho deciso di rientrare al box anche se la moto andava benissimo. Onestamente stavo pensando anche alla gara che dovevo affrontare dopo e non volevo cadere e danneggiare la mia RCV. Ancora una volta voglio ringraziare la MJM, Lucio e la squadra: è stata un’esperienza incredibile per me!”.
MotoGp, stoico Capirossi al Sachsenring
Nonostante il dolore, Loris Capirossi ha stretto i denti e completato i 32 giri previsti nonostante l’infortunio alla spalla destra. L’italiano ha concluso in dodicesima posizione, portando a casa quattro punti mondiali. Ora ci saranno due settimane di pausa che permetteranno ad entrambi i piloti del team Pramac Racing di recuperare al meglio per la gara in programma il 14 agosto a Brno, Repubblica Ceca.
Loris Capirossi, Pramac Racing: “Questa gara è stata una scommessa per me. In Germania ho fatto qualche giro ma la spalla faceva davvero troppo male. Ho preso la decisione di venire qui e per me la cosa più importante era di finire la gara. Sapevamo che sarebbe stato difficile poiché durante le prove facevo molta fatica. Il risultato è pessimo, ma sono comunque soddisfatto per aver portato a termine la gara. Ora cercherò di rimettermi in piena forma per Brno, una delle mie piste preferite, perché li voglio davvero dimostrare che possiamo lottare per posizioni migliori”.