Addio al “Piro” Fabrizio Pirovano

di Alba D'Alberto Commenta

Il motociclismo come tutti gli sport, ha i suoi campioni, i suoi eroi, i suoi miti. E di volta in volta, durante le competizioni o a latere delle manifestazioni più interessanti, vengono fuori delle indiscusse personalità. Purtroppo ci sono casi in cui ci si ritrova a parlare di campioni al momento della loro morte, come nel caso di Fabrizio Piovano. 

Fabrizio Piovano detto Piro aveva soltanto 56 anni ed era un campione della Superbike, uno di quelli che restano fissi nella memoria degli appassionati. Purtroppo si è dovuto dire addio al campione in questione, travolto da un male incurabile.

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Era salito per la prima volta su una moto da bambino – dice IlcittadinoMB – Dieci vittorie e tante altre mancate per un soffio, per due volte Pirovano era stato vicecampione del Mondo di Superbike. Biassono e il mondo del motorsport possono dirsi in lutto dopo la morte di Fabrizio Pirovano, diventato, anche grazie alle sue prestazioni, un campione tra i più amati di sempre della Superbike.

Al campione era stato assegnato il premio “Sportivo dell’anno”, intitolato a Michele Alboreto ma forse uno degli ultimi discorsi che più ricorderemo è quello fatto in un’intervista realizzata per il suo 55esimo compleanno:

«Ho iniziato a 13 anni seguendo gli amici che già andavano in moto anzi, fu l’amico Giovanni Pasina a iscrivermi alla mia prima gara, che per altro ho vinto. E lui a darmi i consigli su come partire. Devo ai suoi suggerimenti il futuro soprannome di “mago della partenza”».

Insomma, un’atleta che non ha mai messo in discussione le sue origini e non ha mai dimenticato chi gli ha fatto muovere i primi passi in moto.

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