Fiumicino, lacrime e applausi. Coriano, i brividi

La salma di Marco Simoncelli è giunta in Italia: appena dopo le sei di stamattina, l’aereo partito da Kuala Lumpur è atterrato a Fiumicino. Aeroporto Leonardo da Vinci.

Lacrime e applausi. Accoglienza toccante e commossa. Paolo Simoncelli aveva il volto della sofferenza. L’espressione del dolore. I segni di un momento duro. Difficile da superare. Lacrime e teste basse: man mano che si avvicinavano all’uscita – lacrime e teste chine. C’era anche Valentino Rossi. Il padre di Sic e la fidanzata Kate, sono stati accolti dal presidente del Coni Gianni Petrucci.

E gli opertaori. Gli operatori aeroportuali hanno tributato sottobordo del 777 della Malaysia Airlines – su cui è volato il feretro del 58Gresini – un applauso interminabile non appena la salma è stata fatta uscire dalla stiva.

Vale a Fiumicino: “Io e Sic, in giro con ogni cosa a motore”

Le parole di Valentino Rossi. Le prime parole che escono dalla bocca del Dottore dopo la tragedia della morte di Marco Simoncelli, Vale le pronuncia a Fiumicino. Non appena l’aereo – tratta Kuala Lumpur, Roma – atterra all’aeroporto romano:

“A Marco mi legano tantissimi ricordi, stavamo insieme quasi tutti i giorni. Ci allenavamo insieme in palestra e andavamo sempre a girare con tutto ciò che era a motore, questi sono i ricordi più belli che ho”.

Il pilota Ducati ha viaggiato con i componenti della famiglia Simoncelli: il padre, il fratello e la fidanzata Kate oltre a numerosi componenti dell’entuorage Honda Gresini.

Simoncelli, camera ardente e funerale: informazioni

Sarà una marea. In arrivo a Coriano da ogni parte d’Italia. La morte di Marco Simoncelli ha toccato una Nazione intera. Tifosi e non, appassionati o meno, motociclisti o pedoni che siano. Non è solo la vicinanza all’ambiente delle corse e delle due ruote in genere quanto piuttosto il riconoscimento nei confronti di un bambino – lo raccontava il volto – che si apprestava a diventare grande – recitava la carta d’identita – e senza che neppure lui se ne rendesse conto tanto facilmente, era gà uomo. Uomo compiuto. Perbene. Solare. Che fosse un vincente forse va detto. Va detto, ma che conta.

I 24 anni di SuperSic si traslano in milioni di persone. Che ventiquattro anni non li hanno ancora. Che ventiquattro anni non li hanno più. Nel volo che ha portato la salma di Simoncelli dalla Malesia a Roma, c’erano il papà e Kate. C’erano il fratello Paolo e Valentino Rossi. Con i tecnici e l’entourage di più di una scuderia della motoGP. Succede sempre: sono così tanti, a bazzicare intorno a una squadra nel corso di una gara, da riempire interi aerei. Nella tratta di andata, nella tratta di ritorno.

Io me lo ricordo così…Misano 2011, gran bagarre

Vale su Sic.
E per Marco Simoncelli, Valentino Rossi sceglie di riprendere una foto. Una foto con cui provare a dire tutto. Misano, 2011. 4 settembre, tredicesimo impegno stagionale di MotoGP. La classifica finale, nell’occasione, recitava così.

————> 04 – Marco Simoncelli – San Carlo Honda Gresini – Honda RC212V

Ma era stata lotta. Costante. E Sic. Sic il solito guerriero che prime di tirarsi indietro. Niente. Il “prima di tirarsi indietro” per Sic non esisteva. E in quell’occasione – primo Lorenzo, secondo Pedrosa, terzo Stoner – Sic e Vale hanno battagliato in continuazione. Sorpassi e controsorpassi, curve strette e curve larghe, traiettorie impeccabili ed errori. Poi. Poi Sic è andato (finirà quarto), Vale non ne aveva più. Settimo al traguardo. Ma quel duello. Quel duello è l’immagine che il Dottore ha voluto condividere col mondo. Via twitter.

“Io me lo ricordo così…Misano 2011, gran bagarre”.

Il post fa seguito a quello nel quale Rossi, dopo l’incidente e il decesso di Simoncelli, aveva dichiarato di aver perso “un fratello minore”

 

MotoGp, la Yamaha su Simoncelli: “Una stella molto amata in pista e fuori”

Alla curva 11 del circuito di Sepang é arrivato per primo sul corpo di Marco Simoncelli: Colin Edwards, americano della scuderia satellite della Yamaha, la Monster Tech3, non poteva evitare il Super Sic, ma il dolore e lo choc sono stati comunque fortissimi. Proprio per questo motivo la casa dei tre diapason si é sentita coinvolta in prima persona nella tragedia di Supersic e offre attraverso un comunicato, un sentito ricordo del pilota di Coriano.

«La Yamaha desidera esprimere il più profondo cordoglio e sincero affetto agli amici, alla famiglia e ai colleghi di Marco Simoncelli dopo il tragico incidente al Gran Premio della Malesia. Marco era un degno concorrente e un astro nascente della MotoGP, che sarà profondamente segnata in tutti i suoi componenti».

MotoGp, il Team Carlo Honda Gresini non parteciperà al Gp di Valencia

Il Team San Carlo Honda Gresini certamente rinuncierà all’ultimo GP della stagione in programma a Valencia, in seguito alla tragica morte di Marco Simoncelli nella gara di Sepang. «L’unica cosa certa è che la mia squadra non parteciperà al prossimo Gran Premio di Valencia e ai test in programma dopo la gara», ha dichiarato Fausto Gresini, team principal della scuderia. «Il giorno dopo si soffre ancora di più. E’ accaduto tutto così in fretta, sono senza parole. So che il nostro è un mestiere pericoloso, che il rischio fa parte del gioco, ma speri sempre che non succeda nulla. Quando accade e ti ci trovi dentro cambia tutto, è difficile accettarlo. E’ stato un’incidente provocato da una serie di circostanze negativi incredibili, la moto che è andata verso l’interno della curva invece che all’esterno, essere investito sulla pista più larga del motomondiale». Il team manager Gresini ha sempre difeso il suo pilota anche nei momenti più difficili di questa stagione, come in occasione della sua caduta al GP di Gran Bretagna o dopo lo scontro con Pedrosa a Le Mans. «Ho tante immagini che riaffiorano alla mente di questi due anni passati insieme, Marco era spontaneo, uno che faceva sempre quello che pensava, con un cuore d’oro e sempre solare. Non mi ricordo di averlo visto arrabbiarsi una sola volta. Era uno sempre leale con se stesso e con gli altri, uno che amava le sfide e noi, la sua squadra, eravamo un semplice strumento per realizzare i suoi sogni e dare sfogo alla sua passione». Gresini non é nuovo, purtroppo, a queste tragedie: perse il giapponese Daijiro Kato che morì a Suzuka nel 2003. La morte di Simoncelli è dunque il primo decesso nella classe regina dai tempi di Kato. Il Gran Premio di Valencia che si svolgerà a novembre, sarebbe stata anche l’ultima corsa per Hiroshi Aoyama prima di passare al Campionato del Mondo Superbike.

Nel dramma di SuperSic, Vale non crollare

Perché quel silenzio è il comunicato più significativo del giorno.

Il dramma di Marco Simoncelli diventa la tragedia di chi lo sta piangendo – e continuerà a piangerlo – in migliaia di maniere.

Il mondo intero ha speso istanti e gesti per ricordare SuperSic.

Abbiamo voluto e scelto di riportare solo le dichiarazioni di chi vive quotidianamente il mondo dei motori. Colleghi e avversari, compagni di lavoro e amici del paddock.

Avessimo dovuto riportare la vicinanza di tutti, ci sarebbe una lacrima per ciascuna palpebra. Di milioni e milioni di persone che lo hanno conosciuto nella maniera più consona. I tifosi di Marco sono infinitamente numerosi da sempre anche perchè Simoncelli – lo hanno ribadito tutti – era così. Lui rideva, tu ridevi.

Lui vinceva, tu ridevi. Lui perdeva. Riusciva a sorridere. E tu ridevi.

Così di pancia. Immediato. Spontaneo anche nella maniera di riflettere prima di agire. E poi. Poi.

Così di pancia quando istintivamente prendeva e andava. Che ti rimaneva solo di provare a stargli dietro. In pista, davanti alla tivvù. Forse, forse che sì. Nella vita.

SuperSic vissuto da uno che gli faceva il tifo èroba che lo sapevi già. Mettegli una moto come quella di quelli là, di quelli che vincono i mondiali e allora sì. Allora sì che avrebbe dato la paga. E ora.

Nonciclopedia: “Simoncelli ha promesso che è l’ultima caduta”

Difficile inoltrarmi in ogni tipo di commento. Perchè conosco i principi del sito.

Di getto, replicherei come ha fatto Vasco Rossi.

“I furbetti brufolosi ragazzi non sanno di avere trovato un vero nemico che ha solo tempo e denaro da spendere per andare fino in fondo a questa faccenda. Se è satira o diffamazione lo deciderà un tribunale. dopodiché i danni che chiederò (da devolvere in beneficenza) saranno molto alti. perché i ragazzi (di nonciclopedia) sono arroganti e perseveranti… nell’errore. qualcuno deve fermarli.
(si tratta solo di accettare di cambiare sottotitolo alla piattaforma!)
TOGLIERE SATIRA E METTERE VOMITO TOGLIERE IRONIA E METTERE ESISTENZIALE”.

Su Wikipedia si legge: “Ennesima caduta per Simoncelli. Ha promesso che è l’ultima”.

Non è l’ironia che mi piace. Tutto qui.

Non ho mai riso per qualcuno che scorreggia in pubblico. Ed ecco.

Quella riga lasciata lì. Mi sembra la scorreggia di un tizio sbracato sul divanetto di un bar.

Il cuore pesante di Colin Edwards

Tu tum.
A volte non sono pulsazioni.
Tu tum.
Diventano schianti. Da fare male dentro.
Il mondo dentro. Di Colin Edwards. Il mondo fuori. Che si risveglia.
Houston, Texas. Sepang, Malesia. Italia, ovunque capiti.
Edwards viene da lì, è stato qui, poi la vita gli si è fermata. Fermata là. Sepang, i fatti. Poi Texas. Casa.

La città emblema indiscusso dell’obesità. Mangiano, a Houston. Mangiano da ingrassare in fretta. E sembra che divorino anche l’aria, da quanto sono grossi. Pare che anche le emozioni, oltre al cibo. E invece. Poi vorresti divorare il passato più recente e non puoi. Invece. Provi a ingurgitare le ultime decine di giri che le lancette hanno compiuto. Ma il tempo, nemmeno se sei di Houston – Texas, lo puoi fare a brandelli. Allora poi. A morsi, Colin Edwards, prova a prendere il dolore. Che picchia, picchia e intontisce.

Tu tum.

Picchia duro. Il mondo dentro. Di Colin Edwards. E i cowboy.
Ci sono i cowboy in Texas – Houston. La vita fuori la prendono a lanci di lazzi. Una bestia, un lancio. Un’altra bestia, un altro lazzo. Ma il cuore pesante. Ci sono momenti – tu tum – che il cuore pesante non lo riprendi nemmeno se se sei un cowboy del Texas. Una bestia. Nel cuore. Pesante.

Simoncelli, salma in Italia già domani

Effettuata l’autopsia sul corpo di Marco Simoncelli: a questo punto, niente trattiene più la salma del centauro a Kuala Lumpur e il rientro della stessa in Italia è previsto per domani. Le pratiche di rimpatrio sono state seguite dalla famiglia in stretta cooperazione con la Dorna che ha fatto il possibile per agevolare e snellire le tempistiche.

La società organizzatrice del mondiale, toccata dalla tragica circostanza, si è adoperata affinché la salma di SuperSic possa già essere trasportata in patria nelle prossime ore. In giornata, dunque, la partenza del volo dalla Malesia.

“Valentino non si ritira”

Le voci si rincorrono a ritmo incessante e sono la direta conseguenza dell’incidente avvenuto in Malesia che è costato la vita a Marco Simoncelli. Valentino Rossi, coinvolto nella circostanza sfortunatissima, sarebbe a tal punto toccato da meditare il ritiro dalle corse.

E un pensiero che si insinua con naturalezza disarmante: che Valentino non regga il dramma. Che possa arrivare a restarne coinvolto fino a decidere di non correre più. Lo ha ribadito Nico Cereghini, profondo conoscitore del circus a due ruote: l’eventualità non è da escludere.

Marco e Kate

CORIANO ABBRACCIA SIMONCELLI: LA DIRETTA
PAPA’ SIC: IL DOLORE DI UN PADRE

Kate. Marco e Kate. Indissolubili.

Pennello e vernice, contenuto e contenitore. Kate, la fidanzata bergamasca. La fidanzata storica di Simoncelli: alle gare, Kate, c’era. In quei 22 anni appena, quasi un quarto del tempo era poi scivolato via al fianco di SuperSic: stavano assieme da un lustro. Cinque anni che fanno capire. Fanno capire un casino.

Kate. Marco e Kate. In divenire.

E i progetti, quel progetto lì. Di vivere assieme, di fare famiglia. Quel progetto lì. Di fare che cinque anni diventassero un’eternità. E l’esigenza. Quell’esigenza lì di stare l’uno con l’altra. Fretti-Simoncelli. Magari già là, sul citofono.

“Erano sempre insieme, ormai da qualche anno”,

dice attonita la mamma della ragazza in quattro parole scambiate con una tv di Bergamo.

E io.

Cereghini: “Per Simoncelli, Rossi potrebbe smettere di correre”

E’ una conclusione cui – di riffa o di raffa – si arriva con lineare consequenzialità. Anche perché le immagini di Valentino Rossi sconvolto per la morte di Marco Simoncelli – per come è morto Marco Simoncelli – non le abbiamo dimenticate.

E’ pensiero ricorrente, tuttavia, anche nella mente di Nico Cereghini, opinionista tivvu ed ex pilota di due ruote:

“Rossi è comprensibilmente sconvolto, lui e Marco erano molto legati, si allenavano insieme da tanti anni. Questa tragedia potrebbe diventare uno choc tanto grande che Vale potrebbe poi anche pensare di smettere. Queste sono cose che scavano”.

Vale Rossi e Colin Edwards: la sorte maledetta si accanisce contro i due che – beffa nel danno – rischiano davvero di non riprendersi tanto facilmente:

Ferrari, Montezemolo: “Simoncelli era come Villeneuve”

Luca Cordero di Montezemolo a nome di tutta la Ferrari. Il ricordo di Marco Simoncelli va a incrociarsi, nei pensieroi del patron del Cavallino, con quello di Jacques Villeneuve, paragone che viene stimolato ulteriormente dalla fine tragica che gli ha riservato il destino:

“Sono molto triste per la morte di Marco Simoncelli. Mi aveva molto impressionato per la velocità, il talento e la grinta che aveva dimostrato quest’anno: per queste qualità mi ricordava Gilles Villeneuve ma il destino ha voluto accomunarli in una maniera così drammatica”.

La sciagura di Sepang ha evidentemente toccato il contesto motoristico e lo stesso Montezemolo ha voluto rendere omaggio al campione emiliano parlando appunto a nome dell’intera scuderia: