Il monte ingaggi per i piloti MotoGP 2026 ora è più chiaro

Emergono verdetti interessanti per quanto riguarda il delicato tema del monte ingaggi per i piloti MotoGP 2026. George Martin, campione del mondo 2024, guadagna circa 4,2 milioni. Una cifra che illustra perfettamente la realtà del paddock: un titolo non basta senza status, senza una rete e senza continuità. Il suo arrivo in Aprilia, segnato da infortuni e instabilità, non ha ancora cambiato la situazione.

monte ingaggi per i piloti MotoGP 2026
monte ingaggi per i piloti MotoGP 2026

La panoramica sul monte ingaggi per i piloti MotoGP 2026

Segue da vicino Maverick Vinales, con appena 200.000 € in meno, nonostante il suo status di pilota di un team privato (Tech3). Zarco (4 milioni di €) e Jack Miller (3 milioni di €) completano questo gruppo di veterani ben pagati tanto per la loro esperienza quanto per i loro risultati. Il resto della griglia rivela lacune a volte difficili da giustificare dal punto di vista sportivo: Joan Mir 3 milioni di euro Luca Marini 900.000 euro. Una differenza colossale, spiegata unicamente da un titolo vecchio di sei anni.

In KTM Un paradosso totale: i piloti satellite guadagnano più dei piloti ufficiali. Casa Particular a Viñales e Bastianini (≈2,5 milioni di euro) davanti a Peter Acosta (1,5 milioni di euro) e Brad Binder (1 milione di euro), pilastri del progetto. Un’altra anomalia: Alex Marquez, vicecampione del mondo, porta a casa meno di un milione di euro. Il suo compagno di squadra esordiente Fermin Aldeguer, invece, guadagna circa 300.000 euro. Logica contabile, forse. Logica sportiva, molto meno.

Infine, secondo diversi addetti ai lavori, Marco Bezzecchi in Aprilia Questo rappresenta senza dubbio il caso più sconvolgente: un pilota ufficiale, ma pagato al livello dei piloti TrackHouse, cioè 3,7 milioni in meno del suo compagno di squadra Uno status ufficiale… senza un vero riconoscimento economico.

La conclusione è inevitabile: la MotoGP è ormai un campionato in cui il passato a volte pesa più del presente e dove gli stipendi raccontano una storia ben diversa da quella vista in pista.I titoli assicurano i ricavi. Le scommesse industriali sono costose. E alcuni piloti gareggiano tanto per dimostrare il loro valore quanto per rinegoziare il loro posto in questa rigida gerarchia.

Nel 2026, più che mai, la MotoGP si deciderà su due fronti: la pista e i contratti. E chiaramente, non tutti partono con gli stessi vantaggi. L’incoronazione di Marc Marquez rende quest’ultimo inarrivabile. Il nove volte campione del mondo, come prevedibile, è in cima alla classifica, con 17,2 milioni di euro a stagione. Arrivato in Ducati con uno stipendio stimato di 12 milioni, Marquez ha visto i suoi guadagni schizzare alle stelle dopo 11 vittorie in Gran Premio e 14 vittorie in volata. Un messaggio chiaro: il titolo paga, tutto il resto è secondario.

Ma il vero shock arriva subito dopo: Fabio Quartararo tocca anche a lui 12 milioni di euro all’anno, mentre Bagnania si ferma a 7 con il monte ingaggi per i piloti MotoGP 2026.

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