Moto e ambiente: la combinazione giusta per un mondo più green

di Gtuzzi 0

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Un recente studio condotto dalla Oxford Economics e da ACEM (Associazione Europea Costruttori Moto) mette in evidenza i benefici e i vantaggi per l’ambiente di chi guida le due ruote (un approfondimento sull’argomento lo trovate anche al seguente link inmoto.it/green). In seno al dibattito sulla mobilità sostenibile, sapere che moto e ambiente possono essere dei buoni alleati è una buona notizia per molti amanti delle due ruote. È evidente che il contributo maggiore che una moto può offrire per dare letteralmente respiro all’ambiente è la drastica riduzione delle emissioni.

moto e ambiente

Inquinamento moto: dati sulle emissioni e il risparmio

La ricerca ha dimostrato che le moto – di vari modelli, potenze e calibri – hanno un impatto ambientale notevolmente inferiore rispetto alle automobili. In media, il parco motociclistico attualmente in circolazione in Europa produce emissioni pari a 99 gr di CO2 per Km, vale a dire meno della metà dei 210 g di CO2 /km dei veicoli a quattro ruote a benzina e gasolio. C’è da dire che, però, i motociclisti sono in numero inferiore agli automobilisti. Pertanto, il dato interessante è che le moto fino a 250 cc emettono, in media, 62 gr di CO2 per km.

Lo studio annovera tra i vantaggi per la tutela dell’ambiente per chi predilige l’uso della moto anche il risparmio di tempo negli spostamenti e di carburante. In tutta Europa circolano 5,3 milioni di pendolari automobilisti, se il 5% di questi si “convertisse” alla moto, il risparmio complessivo di tempo per raggiungere le destinazioni di lavoro sarebbe pari a 21,2 milioni di ore: minor tempo su strada, minore inquinamento. Inoltre, i costi di gestione e manutenzione di una moto sono inferiori rispetto a quelli di una macchina: il pendolarismo in moto ha costi medi di 545 € l’anno, pari a un terzo dei costi di chi utilizza l’autovettura, 1.435 € l’anno.

Ovviamente ci sono pro e contro nell’uso quotidiano e costante della moto rispetto all’automobile, però risulta tendenzialmente vero che la moto comporta dei risparmi sia in termini di emissioni inquinanti che di costi.

L’impegno dell’industria motociclistica nel ridurre le emissioni

L’industria motociclistica è decisamente orientata verso l’ecologismo. Lo rivela anche la sperimentazione sulle moto per il campionato motociclistico del Gran Premio. La competizione sfocia anche nel gareggiare senza lasciare traccia di emissioni inquinanti.

È il risultato di attente misurazioni delle emissioni su pista e della stima dell’impronta ecologica dovuta anche alle emissioni per la produzione degli pneumatici, dell’energia elettrica che si consuma nei box, delle strutture di accoglienza, persino dei viaggi aerei del personale e del cargo, nonché i consumi di carburante dei camion per la logistica e gli spostamenti dei materiali per lo svolgimento delle attività su pista. Nel corso di un campionato motociclistico è stato calcolato che vengono immesse nell’atmosfera 1500 tonnellate di CO2. Per questo, l’impegno di tutto il comparto è diminuire quella quota inquinante che impatta sull’ambiente. Per poterlo fare, i team devono lavorare sul cambiamento dei mezzi di trasporto delle attrezzature prediligendo un sistema di alimentazione “ibrido”, GPL o elettrico, nuovi sistemi di illuminazione LED, impiego di carta ecologica e materiali riciclabili, e l’impiego per il catering di posateria e vettovaglie in materiale compostabile e di prodotti alimentari a km 0, nonché l’uso di detergenti biodegradabili. Insomma, tutto il sistema volge al cambiamento per poter dare una mano effettiva al miglioramento delle condizioni di salute del pianeta.

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