Si chiama Sl ed è un nuovo centro equipaggiamenti e accessori della Malaguti. La gamma degli scooter hanno tre versioni, 50 cc 4T, 125 cc e 160 cc che vanno ad affiancare i modelli base. sono state dunque arricchite di equipaggiamenti vari come le cromature sullo scudo e sulla fiancata, il cruscotto dal nuovo design, il coperchio del vano retro scudo in tinta con la carrozzeria e la nuova sella con inserto colorato e marchio stampato.
C’è anche il bauletto da 37 litri di color nero come la carrozzeria, la borsa ed il poggiapiedi. Il nuovo Centro SL della Malaguti presenta anche motori a basso impatto ambientale, con i colori bianco avorio, argento e titanium blu hemisphere e nero, e prezzi che partono da 2.195 euro per la versione 50 cc, 2795 per il 125 di cilindrata e infine 2895 euro per il 160 cc.

La MotoGp? Una cosa per ragazze. Tifosi delle due ruote di tutto il mondo, tenetevi forte, perché dopo anni in cui la classe regina del motomondiale è stata considerata come la categoria più difficile del pianeta, pare che sia diventata così facile che i veri uomini la debbano snobbare. Protagonista della bizzarra dichiarazione è Loris Capirossi, che in MotoGp ha corso ininterrottamente dal 2002, dopo due anni trascorsi in 500. Non un ragazzino, quindi, ma un veterano che in bacheca vanta tra titoli mondiali vinti (2 in 125 con l’Aprilia nel 1990 e 1991 e 1 in 250 con la Honda nel 1998). Il pilota italiano, invitato alla leggendaria Isle of Man TT di quest’anno, ha voluto ironizzare sulla MotoGp, sostenendo che il vero motociclismo “da uomini” è quello che si corre sulla strada e non in pista, perché quelle sono competizioni dedicate “alle ragazze”.
Il sogno della Ducati? Si chiama Valentino Rossi. Il dottore è sempre al centro dell’attenzione, ma questa voltala Ferrari non c’entra niente. È la Ducati, infatti, a sognare una vittoria con il pilota italiano. Il team di Borgo Panigale, che recentemente ha presentato la nuova Desmosedici GP10 a Madonna di Campiglio, starebbe progettando l’assalto a Rossi, nella speranza di poterlo vedere in sella ad una Ducati. Gabriele Del Torchio, presidente del gruppo, ha precisato che alla Ducati “piacerebbe vincere il campionato del mondo con un pilota italiano, per ampliare l’ambizione di essere ambasciatori del made in Italy”. 


Tutto pronto per l’esordio della Moto2. Dalla prossima stagione, la neonata classe del motomondiale vedrà il ritorno alle gare della Bimota, la casa automobilistica di Rimini che fornirà il telaio alla FB Corse. L’annuncio ufficiale della presenza del nuovo team di Moto2 è stato fatto lo scorso weekend al Motor Bike di Verona. Alla presentazione della scuderia, che sarà equipaggiata con la Bimota HB4, c’era anche il pilota ufficiale Simone Grotzkyj. Svelati quindi i colori del team che si affidano al bianco e al rosso; ma a Verona è stata anche l’occasione per osservare da vicino i segreti della FB Corse che spera di ottenere buoni risultati grazie alla partnership con la Bimota, il cui progetto di moto è stato curato da Andrea Acquaviva.
Nella neonata Moto2 non si scherza più. In attesa dei test ufficiali in pista, i team hanno iniziato a lavorare per lo sviluppo dei progetti, con l’obiettivo di essere competitivi sin dalla prima gara. La prossima stagione, infatti, i candidati al titolo saranno tanti, con diversi piloti provenienti dalla MotoGp: per questo è necessario non perdere terreno neppure nelle prime uscire. Tra le scuderie più attive c’è sicuramente il team Tech 3, guidato dal veterano Herve Poncharal: la scuderia sarà in Spagna due giorni (21 e 22 gennaio) e proverà sul circuito di Jerez de la Frontera.
E se Romeo si fosse presentato in moto sotto il balcone di Giulietta? Per fare bella figura avrebbe probabilmente guidato la Kosmo Drive. Senza scomodare più di tanto William Shakespeare, Verona ha deciso di “cambiare marcia” e di eleggere la sua musa a due ruote. Non lo fa all’Arena, ovviamente. Il vero teatro è il Motor Bike Expo. Con centomila presenze in tre giorni. Basterebbe solo questo dato per far capire che tutto il panorama delle due ruote si è dato appuntamento al quartiere fieristico veronese. Tanta gente, ma non solo. Anche oltre settecento marchi presenti. 


Il leone torna a ruggire: in francese, certo, e con una nuova veste. É la Peugeot. Che in una conferenza stampa a Parigi annuncia: «cambiamo logo, nome e strategie». Ora è «Scooter». Adieu, quindi, alla Peugeot Motocycle. Adieu anche al vecchio logo. Troppo poco moderno, troppo poco «edonistico», stando alle parole del responsabile dello Stile, Jean-Pierre Ploué. Spazio a quello nuovo progettato direttamente dai designer Peugeot. Per creare sempre più un filo conduttore – rigorosamente blu – tra le due (o tre) ruote e i propri clienti. Il re della jungla dei motori appare più semplice e con un maggiore dinamismo. Sembra quasi uscito da una videografica di qualche sito internet. La novità è la tridimensione e lo sfondo: blu profondo, appunto. A risaltare lo stemma. Oltre al disegno la casa francese aggiunge anche la parola “scooter” accanto al proprio nome. E fin qua, logo e nome. Ma anche le idee della neonata Peugeot scooter sono semplici e moderne allo stesso tempo. Si cercherà sempre più di guardare all’ambiente e alla tecnologia. Così come è stato dimostrato nell’ultimo Eicma di Milano. L’e-vivacity e la Hybrid Three Evolution ne sono la prova. Il primo modello è una versione elettrica del Vivacity, già in commercio con motorizzazioni tradizionali a due e quattro tempi. A emissioni zero, con una autonomia di 80-100 km a seconda delle condizioni d’uso. Il secondo scooter – un ibrido a tre ruote, ancora in fase di realizzazione e pronto nel 2011 – ha un motore termico è un monocilindrico da 300cc, sovralimentato con un compressore volumetrico ed in grado di erogare ben 41 CV, mentre i due motori elettrici anteriori hanno una potenza di 3 kW l’uno. Insomma: Peugeot Scooter sembra avere le idee molto chiare, fin da subito. D’altra parte, questo, non dovrebbe stupire. Chi ha cercato di domare il leone ha sempre voluto guardare avanti. Sotto tutti i punti di vista. Qualche esempio? Dall’Abs di serie negli scooter 125, ai progetti a bassissimo prezzo per i 50 cc. Tutti prodotti realizzati rigorosamente all’interno dei confini della grandeur francese.