Valentino Rossi ha potuto testare venerdì scorso l’ultima evoluzione della sua Ducati GP12. Il pilota pesarese ha guidato la versione della Ducati che disputerà il prossimo Motomondiale (C’E’ CHI PARLA DI DIVORZIO), nuovamente modificata dall’ultima disperata mossa della casa bolognese per provare ad aggiustare questa stagione ed anche e soprattutto la prossima: un telaio in alluminio tradizionale, di tipo Deltabox, che si ispira al modello delle moto giapponesi che stanno letteralmente dominando l’attuale Mondiale di MotoGP. Nei giorni scorsi era toccato al collaudatore Franco Battaini percorrere i primi giri sulla nuova moto, di cui però non si sa assolutamente nulla per il totale riserbo mantenuto sulla vicenda dalla Ducati. Tuttavia, stando a quanto pubblicato da alcuni siti internet specializzati e molto vicini alla scuderia di Borgo Panigale, è possibile trarre anche se in via ufficiosa, qualche indicazione sui test, gli ultimi a disposizione per la Ducati in questa stagione. Secondo Gpone.com, ad esempio, Rossi avrebbe percorso sulla pista spagnola di Jerez tante piccole sessioni di pochi giri ciascuna, con tempi inizialmente alti per poi migliorarsi via via col tempo, fino a fermare il cronometro intorno all’1’39”.
STESSI TEMPI DELLA HONDA – La pole position ottenuta da Stoner quest’anno con la Honda da 800cc è stata di 1’38”757, ma identici sono stati anche i tempi realizzati con la nuova Honda da 1000cc che disputerà il prossimo anno: dunque la Ducati stando alle notizie ufficiose, sarebbe riuscita a colmare il gap che la separa dalle scuderie giapponesi. Anche il sito in questione parla di questo misterioso telaio in alluminio, che non sarebbe lo stesso utilizzato ad Aragon sulla GP11.1: dovrebbe trattarsi come detto di un Deltabox a struttura mista, un doppio trave discendente in alluminio che lascerebbe al motore una funzione semiportante, con il forcellone infulcrato ancora al carter e non invece al telaio, una soluzione questa, che almeno concettualmente riprenderebbe quella delle Ducati con telaio a traliccio, con la differenza però, che i tubi sarebbero sostituiti da due travi in alluminio, come viene appunto descritto nel sito. Dlla Ducati non confermano e non smentiscono: certo però è che, in assenza di ulteriori test possibili per collaudare la nuova moto, la soluzione tecnica dovrà essere adottata in gara nel resto della stagione attuale.
Bradley Smith, il giovane pilota inglese che attualmente corre col team Tech3 in Moto2, ha siglato un contratto triennale con la scuderia francese per disputare dal prossimo anno ancora in Moto2 e dal 2013 in MotoGP, con la scuderia Monster Yamaha Tech3. «Sono entusiasta di aver firmato un accordo triennale con il Racing Team Tech 3 e non vedo l’ora di continuare il rapporto eccellente che abbiamo sviluppato nel 2011», ha detto Smith. «Non c’è mai stato alcun dubbio nella mia mente che la Tech 3 sarebbe stata l’opzione migliore per sviluppare la mia carriera. Pensare sarò in sella a una Yamaha 1000cc in MotoGP tra poco più di un anno da oggi è difficile da credere». La Tech3 l’anno prossimo perderà il pilota americano, il veterano della MotoGp, Colin Edwards, e necessitava di ingaggiare un pilota da affiancare all’inglese Cal Crutchlow. L’offerta proposta a Smith riguardava anche un posto per l’anno prossimo, ma l’inglese ha preferito restare ancora un altro anno in Moto2 a maturare. Ha spiegato il giovane pilota: «Tech 3 mi ha dato la possibilità di trasferirmi in MotoGP nel 2012 ed è stato un onore essere preso in considerazione in questa fase della mia carriera, ma la decisione di rimanere in Moto2 per la prossima stagione è stato uno dei passi più difficili della mia vita. Tuttavia credo che insieme possiamo lottare per il campionato la prossima stagione», ha concluso Smith.
E’ tutto azzurro il podio della Ducati nella Superstock di Imola, Danilo Petrucci ha vinto la gara 1000 FIM CUP, dopo essere passato in testa al terzo giro non si è più fermato fino al traguardo. Benissimo gli azzurri Davide Giugliano secondo, ma che ha cullato a lungo il sogno di vincere dopo una ottima partenza, terzo posto Niccolò Canepa in altrettante gare. Chi ha deluso le aspettative è stato Lorenzo Zanetti che si è arreso una caduta alla fine del secondo giro. In classifica Giugliano comanda con 160 punti contro i 119 di Petrucci, due in meno di Zanetti. Nella prossima settimana Giugliano potrebbe laurearsi campione nella gara di Magny-Cours.
La Honda Ten Kate di Fabien Foret ha conquistato il Gp di Supersport di Imola, grazie ad una straordinaria rimonta del pilota francese, che ha approfittato del ritiro del leader della corsa Chaz Davies, al quale si è rotto il propulsore al quattordicesimo giro quando aveva 9 secondi di vantaggio.Secondo Sam Lowes (Parkalgar Honda),mentre al terzo posto figura l’australiano Broc Parkes (Kawasaki Motocard.com). Quarto Florian Marino, mentre da registrare il settimo posto dell’italiano Vittorio Iannuzzo su Kawasaki . Tra gli sfortunati protagonisti anche Gino Rea (Honda Step Racing), caduto all’ultimo giro. Completano la top ten il portoghese Miguel Praia (Parkalgar Honda), la wild-card proveniente dal CIV Stefano Cruciani (Kawasaki Puccetti Racing) ed il nostro Danilo Dell’Omo.
che si svolgerà presso l’autodromo Ferrari nel prossimo weekend. La kermesse riguarda le moto costruite negli anni 80’ che scenderanno in pista con una Parata Gp. Inoltre Yamaha organizzerà, in esclusiva per l’Italia, un’esposizione delle due ruote che riguardano moto che hanno fatto la storia, tra queste: RD56 250 di Phil Read, le YZR 500 1975 e YZR 350 1974 di Giacomo Agostini, la YZR500 1978 di Kenny Roberts, la YZR500 1984 di Eddie Lawson, la YZR500 1992 di Wayne Rainey, la M1 numero 46 di Valentino Rossi. L’appuntamento quindi è fissato dal 30 Settembre al 2 di Ottobre per una manifestazione all’insegna del divertimento e dello spettacolo firmato Yamaha.
Octoberfest anche in Italia. In barba a chi pensa che solo l’originale possa essere interessante e da vivere, il Moto club Augusta invita ciascun appassionato a prendere parte al motoraduno organizzato a Ragusa con l’intento di ricalcare la storica kermesse tedesca.
Sulla pista di casa a Imola, la Ducati ha dovuto rinviare la festa Mondiale del titolo Superbike per tre soli punti. Ma l’attesa sarà comunque breve visto che a Carlos Checa basterà tagliare il traguardo nel GP di Francia di domenica prossima a Magny Cours, penultimo round stagionale: un semplice tredicesimo posto in una delle quattro manche che restano, ammesso e non concesso che il nostro Melandri (finora fermo a tre successi nel Mondiale) le vinca tutte. La casa italiana dunque, è sempre più vicina anche al titolo Costruttori: +65 punti su 100 in palio.
Quale sarà il futuro in MotoGp per Andrea Dovizioso? Il pilota della Honda ufficiale HRC, il prossimo anno non avrà più il suo posto, visto che il team giapponese per problemi economici e contenere i costi di gestione, rinuncerà alla terza moto con il romagnolo escluso visto che la Honda punterà tutto sul duo formato dal probabile futuro campione del mondo Casey Stoner e il “veterano” hondista Dani Pedrosa. Per lui, dunque, molto probabilmente si apriranno le porte di un team satellite della Honda, ma non è totalmente da escludere il fatto che Dovizioso possa abbandonare la casa dell’ala e puntare ad approdare alla rivale Yamaha o ad altre scuderie. La Tech3, che utilizza la Yamaha M1, il prossimo anno vedrà infatti la partenza dell’anziano Colin Edwards e ha bisogno di un sostituto valido da affiancare al giovane inglese Cal Crutchlow. Oltre a Dovizioso, al team di base a Le Mans pensano anche ad Alvaro Bautista, così come anche all’americano John Hopkins e al francese Randy De Puniet, della Ducati Pramac. Il manager di Dovizioso, Simone Batistella ha anche parlato con il team Aspar che gestisce in MotoGP la Ducati Mapfre e la Suzuki.
Seguendo i preziosissimi consigli di chi di rally se ne intende eccome, ovvero il WRC Mikko Hirvonen, recentemente tornato in Inghilterra dopo la vittoria ottenuta nel Rally d’Australia, Simoncelli ha guidato per 50km a bordo di una Ford Fiesta RS WRC. Il pilota italiano non è però nuovo a questo tipo di corse, avendo già partecipato al Rally Show di Monza nel 2010 conquistando il 16º posto finale, sin qui il miglior risultato fatto registrare da un pilota MotoGP nella competizione. Subito dopo aver terminato la prova, sia Simoncelli che il pilota Castrol Honda World Superbike Jonathan Rea, hanno assistito come passeggeri al test nella foresta situata nel quartier generale del team M-Sport con Mikko Hirvonen alla guida. I due hanno concluso la loro giornata rallystica visitando le strutture dove opera la squadra a Dovenby Hall per apprendere i segreti della messa a punto del team Ford Abu Dhabi World Rally.
Il pilota italiano della Moto2, Andrea Iannone, é andato a vivere da qualche mese a Milano, scomprendo che a differenza di quanto accade nella sua Vasto, cittadina abruzzese che si affaccia sull’Adriatico, il traffico caotico che caratterizza la metropoli lombarda, rende quasi impossibile spostarsi facilmente in auto. Per questo motivo il pilota della Moto2 ha deciso di prendere la patente A, quella che permette di poter circolare su strada in sella a moto e scooter, ben più comodi anche da guidati e soprattutto da parcheggiare. Iannone ha superato ovviamente con facilità e con successo l’esame pratico, al primo colpo. Se qualcuno di voi dovessere incontrarlo in corda ad un semaforo però, che non gli chieda di “fare a gara“, perché la sicurezza su strada viene prima di tutto. E poi perché rischierebbe di fare una magra figura.
Ne vale la pena: voglio dire, avere un po’ di tempo. Una moto, uno zaino e magari qualcuno con cui andarci. Che poi, in fondo, qualcuno lo si trova sempre.
Gran bel ritorno, perchè dopo sei anni di assenza se ne sentiva la mancanza. Proprio nel corso del week end in cui il circuito di Imola sta ospitando la Superbike (a proposito, grande Carlos Checa in super pole) è stato annunciato l’accordo tra la Federazione Motociclistica Italiana e Formula Imola affinchè dal 2012 tornassero in Italia – ci sentiamo di dire nel contesto più congeniale – il Campionato italiano velocità e la Coppa Italia.
Metter in fila sei super pole su undici disputate, vorrà pur dire qualcosa. Se non bastasse, si ricordi che Carlos Checa su Ducati prima di Imola e prima del 2011 – nell’intera carriera in Superbike – ne aveva all’attivo solo due.