
Dopo il successo dello Spidermax GT 500 di Malaguti, il maxiscooter top di gamma lanciato nel 2004, ecco lo Spidermax 500 RS che affianca la versione GT e va incontro a chi desidera una linea più sportiva e grintosa. Il nuovo Spidermax RS presenta una linea più sportiva e dinamica, con molte novità. Il frontale, completamente ridisegnato, ricorda una moto sportiva; la luce di posizione è unica nel suo genere: accesa si illumina con la caratteristica M del marchio Malaguti.
Ma le varianti non finiscono qui: è stato ridisegnato il posteriore, la carena, ricca di cromature, risulta elegante e incorpora i nuovi indicatori di direzione con vetro trasparente. Infine la marmitta ha una nuova protezione cromata e nuova inclinazione rispetto alla versione GT. Il nuovo RS vanta un capiente vano sottosella, capace di ospitare comodamente due caschi integrali o una valigetta 48 ore, che ne fa una lussuosa “cabrio” a due ruote. Euro 3, motore 493cc 4 tempi monocilindrico orizzontale a doppia accensione, distribuzione monoalbero a camme in testa con 4 valvole, lubrificazionea carter umido con doppio filtraggio.
Sessione di qualifiche condizionata dal vento teso, a soffiare forte e per lunghi tratti sul tracciato fino a condizionare le qualifiche del MotoGP. Quest’anno sembra davvero che il meteo voglia anch’egli dire la propria, specie se consideriamo che veniamo da una gara spostata al lunedì per pioggia (Losail) e da un’altra con qualifiche annullate (Motegi). Il vento, però, sembra non aver inficiato le prestazioni del pilota del momento, lo spagnolo del team Fiat-Yamaha Jorge Lorenzo. Il “padrone” di casa, invece che fare gli onori come sarebbe buona norma comportamentale, ha staccato due tornate spaventose conquistando la pole position con un tempo inferiore al muro del 1’39”, assolutamente inavvicinabile per tutta la concorrenza.

Ovunque c’è asfalto, c’è anche una motocicletta. Ovunque questi due preziosi elementi si uniscono, meglio se con l’aggiunta di un pizzico di fascino sancito dalla Storia ed una spruzzata di brivido regalato dal pericolo che rappresentano certi percorsi mozzafiato (che non guasta mai), c’è anche Valentino Rossi. Possiamo dire che il pilota di Tavullia, nonostante l’ancor giovane età (ha compiuto 30 anni a metà febbraio), abbia già sperimentato un po’ tutte le gare più affascinanti del mondo delle due – ma a volte anche delle quattro – ruote: gli mancano solo due sfide, cui ha già più volte annunciato di voler affrontare: una gara con le derivate di serie della Superbike ed un giro sul tracciato del Tourist Trophy sull’isola di Man (Gran Bretagna). Complice un calendario favorevole, questo secondo sogno si appresta a divenire realtà.
Il peggio sembra essere passato: l’economia ancora non si è ripresa, ma almeno ha invertito quella tendenza di crolli che tanto hanno spaventato i risparmiatori durante lo scorso inverno; i Governi, dal canto loro, stanno facendo – e bene – la propria parte per rilanciare i consumi, e così anche la produzione, stagnante da qualche tempo. Il piano di incentivi messo in campo in Italia ha ridato ossigeno al comparto dei produttori di motocicli, che sperano ora nell’ingresso della bella stagione per far tornare agli italiani la voglia – mai sopita – di due ruote e recuperare lo spaventoso – 40% alla voce vendite fatto registrare a gennaio. Anche il gruppo Piaggio, tra gli altri, ha scelto di fare la propria parte: fino al 31 maggio, 200 €uro di eco-incentivo per chi acquista un Beverly Tourer 300. Andiamo a vedere questo scooter nel dettaglio.
Un grande vincitore (Lorenzo), un pilota capace di porre le basi per il proprio ritorno nell’Olimpo dei protagonisti dopo gli ormai noti problemi fisici che ne hanno condizionato il rendimento (Pedrosa), un talento poco abituato a terminare secondo, ma comunque soddisfatto del proprio bilancio in termini di classifica mondiale (Valentino Rossi) sono il bilancio delle prime due tappe del MotoGP, e specialmente del dopo-Motegi. Ma gli altri? A scorrere l’elenco dei potenziali favoriti, restano da tenere in considerazione ancora 3 nomi: quelli di Casey Stoner, Nicky Hayden e Loris Capirossi. Vediamo insieme i loro primi bilanci e le ambizioni in chiave Jerez.
Spesso i grandi campioni, specialmente negli sport motoristici dove uno solo vince ma le squadre sono composte da due piloti, preferiscono essere affiancati da degli sparring partner piuttosto che vedere il proprio “pollaio” conteso da un altro “galletto”, generalmente più giovane e spregiudicato. Quello che accadeva in Ferrari con Michael Schumacher, che volle accanto a sé prima Eddie Irvine quindi Rubens Barrichello, è quanto accaduto anche a Valentino Rossi fino al dicembre 2007. Fino all’arrivo di Jorge Lorenzo in casa Yamaha. Lo spagnolo, promettente campione delle classi inferiori, fu ingaggiato dal team italo-nipponico (dove l’italianità è garantita dai meccanici e dallo sponsor Fiat) per regalare nuove motivazioni a “The Doctor”, nella speranza che un pungolo casalingo potesse farlo uscire dalla crisi tecnica delle annate 2006-2007.
Che sia circostanza o frutto di una consapevolezza maturata a freddo non è dato a sapere; quel che è certo, è che i tre alfieri del MotoGP saliti sul podio di Motegi paiono (oggi) tutti molto soddisfatti del risultato ottenuto, ciascuno per un suo – condivisibile – motivo. A cominciare dal vincitore, lo spagnolo del team Fiat-Yamaha Jorge Lorenzo: “Sono contento. È stata una vittoria costruita pensando alle cose fatte male in Qatar”. Come ad avallare il vecchio adagio che vuole che sbagliando si impari. Lorenzo ha poi proseguito: “Non mi aspettavo di vincere. In Qatar ero finito molto lontano da Stoner, lui e Valentino sono molto forti con le Bridgestone, io mi ci sto ancora abituando”.
