In lenta e rispettosa processione. Ma iniziano a essere davvero tanti. A Coriano, la camera ardente allestita nel piccolo teatro è costruita su misura per Marco Simoncelli. Lui, il Sic, è in un jeans e una maglietta. I capelli sono sciolti. Come se il vento. Come se il vento potesse scompigliarglieli un po’. Il paese si è messo in coda per omaggiare il pilota deceduto domenica nel corso del penultimo appuntamento stagionale di MotoGP, in Malesia.
Dietro al feretro, adagiate sul palcoscenico del teatro, due moto: la prima è quella del mondiale vinto in 250cc, quella del 2008. La seconda è quella di adesso, la Rc212V numero 58 con cui si cimentava nel campionato che conta. Sullo sfondo, una foto di Marco sorridente con la scritta, a caratteri cubitali, “Ciao Sic”. I fiori e il 58 sono i due simboli più utilizzati per cercare un raccordo che possa portare da qui fino al Sic.
Non è certo facile rielaborare una Moto Guzzi , ma ciò è stato fatto creando la Motard One. Una special che monta un bel motore bicilindrico a V di 90° dotato di distribuzione bi valvola ad aste e bilancieri ed in grado di erogare ben 140 CV. Il progettista di questa moto è Filippo Barbacane, e le sue Officine Rosso Puro, che ha dovuto effettuare delle modifiche sul telaio, ridotto e rivisto in maniera artigianale soprattutto nella parte posteriore, e sullo scarico. Bello anche l’impianto frenante è stato completato con prodotti della Brembo, le sospensioni posteriori sono della Extreme Tech e i cerchi Marchesini. La forcella invece è la solita Marzocchi con steli da 50 mm.
Triumph ha pensato di presentare al Salone EICMA di Milano la sorella maggiore della 800, con una nuovo moto 1200 Tiger Explorer per il prossimo anno. E’ come detto stata creata sulla base della precedente, ma né è stata potenziata la muscolatura, il frontale, il nuovo forcellone monobraccio e la grande novità il cardano. Il motore è a tre cilindri da 1200 cc, con ABS di Serie ed un doppio programma: il cruise control ed il traction control, dal nome molto comune inglese ride-by wire. Facciamo una premessa su chi non conoscesse questo tipo di sistema. La manopola del gas agisce su un potenziometro e manda un segnale alla centralina, questa elabora il segnale ed in base ai dati di altri sensori, decide quanto aprire la farfalla. Il vantaggio del Ride by Wire e’ dato dal controllo totale sul motore da parte della elettronica. Chiudiamo con la ciclistica che è invece affidata a un telaio a traliccio tubolare in acciaio, mentre le sospensioni sono regolabili ed i cerchi in lega leggera da 19 pollici sulla partea anteriore e 17 pollici su quella posteriore.
Anche i piedi vogliono il giusto grip e così la pedana Racing Bike ne ha creata una per la Ducati Streetfighter. E’ regolabile e realizzata in Ergal 7075 ed oltre ad esser curate nell’estetica, dispone di un doppio cuscinetto su leva freno e cambio, inclusa molla di richiamo del pedale freno. In questo modo ogni motociclista può avere la giusta posizione di guida, perché non sempre la distanza dal manubrio o la posizione in sella corrisponde alle proprie esigenze. Avere un buon grip sulla pedana, significa anche poter contare sulla posizione esterna del piede di appoggio, bilanciata con la forza del peso. Questo è quello che ha pensato la Racing Bike Italy per la Ducati, una pedana particolare che sappia collegare entrambe le cose per avere una maggiore stabilità e ed equilibrio della Ducati.
Cioè. Dove non arriva il resto, ti portano i Simoncelli. Te pensa, diobo’, la dignità. Che roba è la famiglia Simoncelli. Che uno. Che uno, allora, uno Marco poi lo capisci perché era così. 
Vasco Rossi potrebbe esserci ma non canterà. La Curia non ha consentito che nel corso dei funerali di Marco Simoncelli, il Blasco potesse prendere in mano un microfono e cantare, dirimpetto alla chiesa di Santa Maria Assunta – Coriano – la canzone che Sic amava tanto.


Anche la classe Moto2 partecipa al dolore per la morte di Marco Simoncelli: e lo fa attraverso quei piloti che in qualche modo sono gli eredi di Supersic in quella che sino a due anni fa era la mitica 250cc.
Era il suo compagno di squadra nel team Honda Gresini, dunque una delle persone che più gli é stato vicino nel suo ultimo anno di vita. Il pilota giapponese Hiroshi Aoyama, ha parlato per la prima volta del suo dolore per la morte del compagno e amico Marco Simoncelli. Quella di Supersic è stata la seconda tragedia personale che in poco più di un anno ha colpito il pilota nipponico, che perse il connazionale e grande amico Shoya Tomizawa in un incidente mortale a Misano nella gara di Moto2 del Mondiale 2010. Aoyama, che che dirà addio alla MotoGP proprio alla fine del Mondiale 2011 per accasarsi nel Mondiale Superbike con la scuderia Ten Kate Honda, ha scritto su Twitter: 
Honda Gresini prende parte al prossimo gran premio di MotoGP sul circuito di Valencia. Ultima prova del motomondiale.
L’invasione di Coriano per tributare il degno omaggio a un ragazzo che somigliava – un po’ uno, un po’ l’altro – a parecchi figli d’Italia.