Moto Ducati, ogni podio equivale a 50 vendite

di Redazione 0

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Il contesto delle due ruote è complesso e variegato come qualunque altro settore nel quale girano soldi e cifre a sei, sette zeri. Le piste diventano il luogo in cui manifestare la propria superiorità, assicurarsi introiti e, ovviamente, cercare di vendere più moto possibile.

A seconda dei risultati di gara, infatti, le compagnie di due ruote, vedono oscillare il proprio successo di mercato attirando – o meno, a seconda degli esiti – nuovi clienti e fidelizzando i vecchi. Che il marketing fosse un segmento fondamentale anceh per le scuderie motociclistiche era fuori discussione ma un recente studio condotto per conto della Ducati corse ha confermato che un podio è l’equivalente di cinquanta moto vendute.

La casa di Borgo Panigale ha infatti commissionato l’inchiesta per capire quanto fossero reali e proficui, dal punto di vista delle vendite, i risultati ottenuti nel corso delle gare ufficiali. Ebbene: nel 2008 la Ducati ha conquistato 29 podi tra MotoGp e Superbike registrando circa 800 moto vendute in più rispetto alla stagione precedente.

Andando a ritroso, nell’anno di maggior successo di Ducati nelle corse ovvero il 2007 quando Casey Stoner si laureò campione del Mondo di MotoGp, gli studi attestano che venne venduta oltre una moto su dieci grazie ai risultati ottenuti in pista.

Un calcolo certificato: 50 vendite aggiuntive per ogni podio ottenuto. Gnresearch, attraverso un modello matematico denominato Adiens che i referenti definiscono un modello econometrico dinamico di analisi delle serie storiche in grado di quantificare efficacemente il return on marketing investiment (romi), riesce a valutare il contributo di ogni singola voce di investimento rispetto ai risultati commerciali.

Paolo Righetti, ceo di Gnresearch Italia, va ancora più a fondo nell’analisi:

“Adiens è anche in grado di discriminare, all’interno del media mix, le reciproche influenze fra i canali, il cosiddetto halo effect. Perché il mondo non è a compartimenti stagni e la ricerca, per fornire dati realmente attendibili, deve tenerne conto correttamente”.

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