MotoGp, Lorenzo e la Yamaha sorprendono a Motegi. “E’ dura, ma tutto puà succedere”

Dopo aver risolto i problemi nel reparto frenata e la questione grip che lo hanno penalizzato durante i turni di libere, il campione del mondo in carica Jorge Lorenzo e il team Yamaha, hanno effettuato una modifica chiave nella messa a punto della moto che ha letteralmente modificato la M1. Nei minuti finali della sessione pomeridiana infatti, il maiorchino é riuscito anche ad abbattere il precedente record del circuito, anche se dopo pochi minuti é stato prima raggiunto e poi superato dal rivale Stoner. “Abbiamo testato delle novità nel pomeriggio e i nostri tempi sul giro sono diventati incredibili, siamo arrivati ad un soffio dalla pole – ha dichiarato Lorenzo a fine sessione -. L’importante era ottenere la prima fila perché è da lì che scattano i piloti più difficili da controllare, come Casey“. Lo spagnolo ha poi commentato positivamente le modifiche attuate sulla sua M1 dal team Yamaha. “Siamo cresciuti oggi, anche se Motegi rimane una pista ostica per i piloti Yamaha. Se gli altri piloti non commettono errori, sarà praticamente impossibile vincere, anche se tutto può succedere. Io mi sento pronto e carico, quindi domani vedremo di mettere in scena un bello spettacolo per tutti i tifosi giapponesi che riempiranno gli spalti per assistere alla gara!“.

Buona anche la prova del compagno di squadra Ben Spies, anch’egli fra i protagonisti della sessione delle qualifiche, nonostante i problemi seguiti all’intossicazione alimentare rimediata durante il viaggio che lo ha portato in Giappone. La non perfetta condizione fisica non ha impedito però al texano di ottenere il 5º posto sulla seconda fila dello schieramento. “I ragazzi della Clinica mi hanno aiutato davvero tanto nel recupero della piena forma fisica. Senza di loro l’intero weekend di gara sarebbe stato ad alto rischio. Sono davvero felice del centro della seconda fila conquistato oggi, e spero che le cose si mettano ancora meglio domani in gara. Vedremo cosa succederà. Ieri ero a pezzi, stamattina le cose hanno cominciato a migliorare e nel pomeriggio sono tornato al massimo, con solo qualche crampo allo stomaco. Farò il possibile per regalare un risultato importante alla squadra, al paddock, e a tutti i tifosi che verranno a vederci“.

MotoGP qualifiche Motegi, pole Stoner con record

E’ stato un bel duello: Casey Stoner su Honda e Jorge Lorenzo su Yamaha ma alla fine, come accaduto assai di frequente nel corso dell’anno, le qualifiche della MotoGP sul circuito di Motegi hanno incoronato l’australiano, capace di ottenere il miglior tempo e di firmare anche in Giappone il nuovo record della pista.

Cronometro fermo sull’1.45.267 proprio quando pareva che allo spagnolo, per partire in pole, potesse bastare l’1.45.523 fatto registrare pochi istanti prima. Terza posizione per  Andrea Dovizioso, la cui Honda ha girato in 1.45.791. A seguire: seconda fila composta da Dani Pedrosa (Honda), Ben Spies (Yamaha) e Marco Simoncelli (Honda).

Ducati, Hayden non pensa positivo in vista di Motegi

Il pilota americano della Ducati Nicky Hayden, non appare molto ottimista sulle possibilità della moto italiana in vista della gara di domenica di Motegi, ma è apparso quanto meno rassicurato del fatto che il tecnico nucleare assunto dalla scuderia bolognese per controllare il livello di radiazioni nell’ari,a finora abbia portato dati negativi in merito ai rischi per la salute. «Ho molti tifosi in Giappone e ci sono molte persone che amano il motociclismo, sarebbe bello offrire loro un bello show, perché senza dubbio non hanno avuto un anno facile», ha detto l’americano della Ducati. «La situazione dei livelli di radioattività sembra essere sotto controllo quindi solo eventuali scosse di terremoto potrebbero creare qualche timore. Speriamo di fare una buona gara anche se Motegi è stata una delle mie piste peggiori finora con la Ducati. Entrare e uscire forte da quei tornantini mi è sempre stato difficile».

PREVISTO UN FINE SETTIMANA COMPLICATO – Tra il serio rischio di radioattività (ricordiamo che Motegi sorge ad appena 130 km dalla centrale atomica di Fukushima, distrutta dopo il tremendo terremoto e lo sconvolgente tnumani che colpì lo scorso marzo il Giappone) e una moto ancora in cantiere nonostante siamo a fine settembre ed il Mondiale si avvia alla conclusione, Hayden si consola pensando al grande spirito di squadra che unisce i ducatisti, piloti e meccanici. «Non mi aspetto un fine settimana semplice ma l’azienda sta lavorando ai massimi regimi per offrirci tutte le opzioni possibili e trovare una direzione per il futuro. E’ bello vedere l’impegno che ci stanno mettendo tutti e, anche se i risultati non ci stanno ripagando nell’immediato, stiamo imparando molto e ottenendo informazioni che saranno un grande aiuto nel lungo termine», ha concluso il pilota del Kentucky.

MotoGp, Simoncelli: “Lunedì testerò la Honda 2012”

Marco Simoncelli,  dopo aver rinnovato per un altro anno il suo legame con la Honda Gresini, farà il suo debutto sulla nuova Honda RC213V da 1000cc sulla pista giapponese di Motegi lunedì prossimo dopo la gara di domenica. Col rinnovo del contratto con la Honda, il romagnolo avrà la possibilità di collaudare e di valutare personalmente le caratteristiche della moto del prossimo anno, che da regolamento avrà una cilindrata incrementata da 800 a 1000 centimetri cubici. Fino ad oggi solo Casey Stoner e Dani Pedrosa hanno provato la nuova Honda 1000 in questa stagione. «Testerò la moto dopo la gara, lunedì prossimo, e sono molto curioso, voglio capire cosa si prova a guidare una moto da 1000 cc e per cercare di dare il mio parere ai tecnici per cercare di sviluppare la RC213V per il prossimo anno», ha dichiarato Supersic al sito MCN. Simoncelli spera dunque che la nuova moto 1000cc con più potenza e coppia rispetto agli attuali 800cc a quattro tempi lo aiuterà a competere per la vittoria molto di più rispetto all’attuale campionato.

IL PROBLEMA DELLA CORPORATURA – Il pilota della Gresini ha spesso lamentato che essere uno dei piloti più alti e più pesanti della MotoGP lo mette in una posizione di svantaggio rispetto ai rivali più piccoli e leggeri, ad esempio come Pedrosa. «Spero che con più potenza e più coppia per i piloti più pesanti si senta molto meno la differenza coi piloti più piccoli», ha aggiunto. «I 21 litri di carburante del serbatoio per me non sono una buona cosa perché un pilota più leggero accelera di più anche quando ci sono consumi elevati. I problemi su una pista come il Qatar o Misano, se sei un pilota più leggero, per te sono minori: hai meno consumo e puoi usare più carburante, il che significa più potenza. Si può perdere qualche decimo in ogni giro, perché si ha meno potenza. Con le 1000cc le cose dovrebbero cambiare», ha concluso Simoncelli.

Moto GP Motegi: Corti a casa per coerenza, Capirossi per infortunio

Doveva essere il gran premio delle defezioni volontarie. Doveva essere la dimostrazione di forza da parte dei centauri e dei box in seno al grande circus delle due ruote. Ancora, avrebbe dovuto rappresentare un elemento di coesione da parte dei centauri nei confronti del sistema economico che ruota intorno al mondiale di motociclismo. Un modo per dire: prima la salute, poi lo show.

Da Casey Stoner a Valentino Rossi passando per Jorge Lorenzo: citiamo i tre in quanto emblematici per richiamare alla mente l’intero universo che gravita intorno alla moto da competizione. Il coro univoco era armonioso: a Motegi non si corre. E non perchè non vi fosse la capacità di mettere una mano sul cuore in seguito alla tragedia causata dal terremoto verificatosi l’11 marzo 2011 – il più devastante sisma che abbia mai colpito il Giappone – che ha causato oltre quindici mila morti accertati (oltre cinque mila, ancora adesso, i dispersi che a conti fatti sono da annoverare anch’essi nel numero delle vittime), non per indifferenza nè per superficialità.

Semmai, perchè in concomitanza al terremoto e al maremoto, si è verificato loovuto a eccessivo surriscaldamento. E’ stata dichiarata emergenza nucleare, si è subito temuto una nuova Chernobyl (MEDITATE GENTE, MEDITATE). Tradotto, vuol dire non solo perdite umane immediate ma una serie di migliaia di vittime di malattie letali che colpiranno la popolazione nel corso degli anni a venire. Motegi, in un contesto simile, fa paura ancora adesso nella misura in cui – a venticinque anni di distanza – incute ancora terrore Chernobyl. Non si corre, ripetevano i piloti agli organizzatori del Mondiale. Decisione irremovibile.

Sicuri sicuri?

MotoGp, Lorenzo verso Motegi: “Proveremo ad ottenere un week end perfetto”

Il leader attuale della MotoGP, Casey Stoner, nella gara di domenica in Giappone, dovrà fare nuovamente i conti con la voglia di non mollare del campione del mondo in carica Jorge Lorenzo. Il pilota spagnolo, infatti, pur avendo una Yamaha non ai livelli della moto dell’avversario, non alzerà bandiera bianca così facilmente e fino a quando non sarà la matematica a dargli torto, sicuramente proverà in tutti i modi a sovvertire i pronostici che vedono Stoner sempre più vicino al titolo iridato. “Il Giappone è la gara di casa per Yamaha ed è sempre un piacere correre qui – afferma Lorenzo -. A Motegi ho vinto nel 2009 e lo scorso anno sono stato protagonista di un duello per il podio perso all’ultimo giro. Siamo in forma e pronti a dare vita ad un grande spettacolo per tutti i tifosi Yamaha, proprio nell’anno del 50° anniversario. Venerdì inizieremo a cercare il weekend perfetto“.

DOVIZIOSO IN CERCA  DI RISCATTO, PEDROSA VUOLE CONFERME – Detto ciò, il maiorchino dovrà comunque restare concentrato e attento durante tutto il week end anche per non favorire chi lo segue in classifica, primo tra tutti Andrea Dovizioso con l’altra Reposl Hrc ufficiale. Il forlivese infatti, vuole dimenticare la battuta d’arresto rimediata ad Aragon (out al primo giro), prima gara della stagione dove non é andato a punti. C’è poi il pericoloso Dani Pedrosa con l’altra Honda ufficiale. Il catalano proviene da un tris consecutivo di secondi posti che gli hanno ridato morale e fiducia ed hanno soprattutto contribuito a migliorare la classifica. Nel 2010 a Motegi si autoeliminò con una caduta nelle prove libere che non gli permise di prendere parte alla gara. Quest’anno, l’obiettivo non è solo arrivare sino al traguardo, ma provare a salire sul gradino più alto del podio.

OCCHIO A SIMONCELLI E AI PROBLEMI DI ROSSI – Chi ha le carte in regola per provare a lottare fino in fondo per uno dei primi tre posti é Marco Simoncelli con la Honda del team San Carlo Gresini, che proprio ieri ha ufficializzato la continuazione del rapporto con il team satellite anche nel 2012.  Chi ha altri pensieri e problemi è Valentino Rossi. Il “dottore” é ancora alla ricerca della sua Ducati e per lui si prospetta all’orizzonte un altro week end molto difficile.

MotoGp, Stoner carico verso Motegi: “Correrò per vincere, niente calcoli”

Il Motomondiale é arrivato in Giappone per il primo dei tre appuntamenti del trittico transoceanico (poi Australia e Malesia), prima della gara finale del 6 novembre al “Ricardo Tormo” di Valencia. Al circuito Twin Ring di Motegi l’australiano Casey Stoner si presenta da leader assoluto della classifica iridata con 44 punti di vantaggio sul primo inseguitore nonché campione del mondo in carica, lo spagnolo della Yamaha Jorge Lorenzo. Il pilota della Repsol Honda Hrc vinse la gara dello scorso anno in sella alla Ducati, mentre quest’anno proverà a vincere per un motivo in più, visto che Motegi é la corsa di casa per Honda. Se dovesse ottenere il successo come nel 2010, Stoner avrebbe poi la possibilità di giocarsi il primo match point iridato nella sua gara di casa, a Phillip Island.

STONER: “MOTEGI SIMILE AD UNA PISTA DA KART” – L’australiano è senza dubbio il pilota più in forma del campionato e soprattutto quello che ha mostrato di possedere il feeling maggiore con la propria moto; il binomio sin qui vincente con la RC212V, infatti, è stato vincente in otto occasioni quest’anno e la possibilità di ottenere un altro successo alla Casa nipponica è altamente probabile (stando anche ai bookmaker). “Motegi è un circuito molto diverso dagli altri. Ricorda Le Mans per il suo carattere stop and go e, in qualche modo, assomiglia a una pista da kart, ma in generale è molto più divertente di altri circuiti del calendario – dice Stoner -. Ci sono molte frenate violente, forti accelerazioni e fisicamente è molto impegnativo. E’ importante trovare una buona messa a punto della moto perché se perdi i punti di frenata, è facile andare lungo“.

“PUNTO ALLA VITTORIA, NIENTE CALCOLI” – Le aspettative per la gara in Giappone sono ovviamente altissime e Stoner non fa calcoli. “Come già ad Aragon, puntiamo alla vittoria e non solo a guadagnare punti importanti per il campionato. Lo scorso anno abbiamo disputato una corsa bellissima qui, a mio parere una delle gare migliori che io abbia fatto in MotoGp. Non vedo l’ora di correre a Motegi in sella alla mia Honda, sarà divertente e sono curioso di vedere come si comporterà la RC212V su questo tracciato“.

MotoGP, gioia SuperSic: “Honda e Gresini, saprò stupirvi”

Marco Simoncelli ha sistemato le cose: il 2012 è gia deciso e il pilota emiliano ha trovato l’intesa con la Honda che gli garantisce un accordo come pilota factory in sella alla RC213V del team Gresini. L’annuncio è stato dato proprio mentre la motoGP è in procinto di sbarcare a Motegi, Giappone, dove il 2 ottobre verrà recuperata la gara non disputata a inizio anno a causa del dramma terremoto che ha devastato l’isola.

Anche SuperSic, come la maggior poarte dei suoi colleghi, ha deciso di partire per prendere parte all’appuntamento nipponico ma, se da un lato le preoccupazioni legate alla salute sono altissime, dall’altro Simoncelli può beneficiare della tranquillità mentale dovuta al fatto di conoscere il proprio destino. L’intesa, della durata annuale, libererà Simoncelli per la stagione 2013: fra due anni, ne vedremo delle belle.

MotoGp, Simoncelli rinnova con la Honda Gresini

Ora é ufficiale: Marco Simoncelli vestirà anche nel 2012 i colori del Team San Carlo Honda Gresini. Si consolida quindi il binomio tutto italiano squadra-pilota e soprattutto può così proseguire il progetto iniziato lo scorso anno con il debutto di Marco Simoncelli in classe MotoGP e che già in questa stagione sta offrendo emozioni e risultati importanti. “Sono davvero felice di poter annunciare che Marco sarà con il Team San Carlo Honda Gresini anche nel 2012. Nei due anni trascorsi insieme abbiamo apprezzato le qualità di Marco come pilota, come uomo e come estroverso comunicatore, e questo ci hafatto desiderare il seguito della collaborazione” ha dichiarato Fausto Gresini. “Ovviamente per far succedere tutto ciò sono stati necessari gli sforzi dei nostri sponsor che hanno creduto fortemente nel progetto, sono davvero grato a tutti loro. L’HRC ci offrirà un supporto generale molto importante e sul fronte tecnico ci metterà a disposizione una RC213V factory per Marco: questo è motivo di forte orgoglio nonché testimonianza dello stretto legame che abbiamo costruito con la casa giapponese in 15 anni di fruttuosa partnership. La grande determinazione di Marco ci darà fortissime motivazioni per una stagione che si preannuncia esaltante”. “Vestire un altro anno i colori del Team San Carlo Honda Gresini alla guida della Honda RC213V è per me motivo di grande soddisfazione. Rientrare nel progetto voluto e supportato dalla Honda HRC in collaborazione con il Team San Carlo Honda Gresini trasmette in me sicurezza e mi dà le giuste motivazioni per poter dimostrare di rientrare tra i protagonisti della MotoGPaggiunge Marco Simoncelli.

MotoGp, Simoncelli punterà al podio nel Gran Premio di Motegi

Dopo essersi svagato negli ultimi giorni in Inghilterra alla guida della Ford Fiesta WRC al fianco del campione Mikko Hirvonen, recente vincitore del Rally d’Australia, Marco Simoncelli appare sempre più motivato e proverà nuovamente a centrare il podio solamente sfiorato a Misano e Aragon nel prossimo impegno di Motegi. La scelta tecnica fatta sull’anteriore nel corso del warm up nell’ultimo Gran Premio è stata azzeccata e infonde grande fiducia per la gara giapponese. “Nessun rammarico per il quarto posto nel Gran Premio d’Aragon anche se di fatto avrei avuto le possibilità di lottare per il podio – spiega Simoncelli -. Purtroppo il calo della gomma posteriore mi ha tradito ed anche senza la divagazione “il lungo” non avrei potuto contrastare Lorenzo decisamente più costante per tutta la gara. Peccato ma avrò modo di rifarmi già Motegi. Sono contento della scelta tecnica fatta, ad Aragon, per il warm up sull’anteriore che mi lascia ben sperare per il futuro”.

Il pilota della Honda si è detto convinto di poter far bene, anche quello cinese non é un tracciato a lui favorevole. “Motegi non è tra le mie piste preferite, ha staccate violente e ripartenze decise che per me non sono il massimo ma cercherò di adattare la mia guida a questo tracciato. D’altronde l’anno scorso non sono andato male lottando per il quinto posto con Colin Edwards e nella 250 ho vinto nel 2008 ed ho fatto la pole position nel 2008 e 2009. I presupposti per far bene ci sono tutti. Dopo Aragon mi sono concesso un fuori programma andando in Inghilterra a provare la Ford Fiesta WRC, è stata un’esperienza bellissima ed ho avuto l’occasione di vivere due intense giornate insieme a Mikko Hirvonen, un vero fenomeno sulle quattro ruote. Mi ha detto che sono bravo e che potrei avere un futuro come rallista. Vedremo”.

Red Bull Lingotto Special, trionfo di Giacomo Tiberti

Ha riscosso un grande successo di pubblico, e critica la manifestazione della Red Bull Lingotto Special organizzata presso l’ex stabilimento Fiat di Torino, con 150 Vespe e lambrette. Ha vinto la prova Giacomo Tiberti, mentre tra le donne Maddalena Saetta è stata quella più brava di tutte le poche avversarie presenti. I protagonisti si sono esibiti in tre  tipi di prove: test di regolarità, preparazione del mezzo e prova sul circuito del tetto. Tutto sotto gli occhi dell’ospite d’eccezione Flavio Montrucchio, che si è esibito con una Vespa dando spettacolo. . Premio speciale Italian Style è andato ad un signore Andrea Ravel che  si esibito con una Vespa di vecchio stampo multicolore.

MotoGP, divorzio Rossi – Ducati: vedi alla voce share?

Rossi-Ducati, separatevi. No, Rossi-Ducati non separatevi più. Anzi, vabbè: fatelo. MotoGP, ancora focus: stavolta, la tv non trasmette. Semmai posta su web. E, recita la televisione – che su web diventa informazione on line – è il periodo in cui le cose tutte le cose sono facili. Ci si cerchi e ci si perda, ci si pigli e ci si lasci. Sarà mica l’influsso del buon constume diffuso di questi tempi? Fosse così, bhè. Proviamo a fare i Bagnasco della situazione.

Qualcuno invoca il divorzio allo stesso modo in cui il genere femminile lo faceva – con ragione da sottoscrivere – quando ancora non era consentito divorziare. Battaglie e lotte convinte, motivazioni da vendere, sottomissioni pressochè scontate. Perchè in più di un contesto dell’Italia a cavallo tra i Sessanta e i Settanta, il ruoo della donna era non solo marginale ma addirittura passava in ultimo piano. La conquista del 1974 ha rappresentato, di fatto, un passo ulteriore verso la civiltà dell’etica e della libertà. Ma come ogni strumento, ha efficacia solo se utilizzato in maniera opportuna.

Ora, suvvia, invocare a gran voce (campane e campanari lo stanno facendo in maniera certosina) la separazione tra Valentino Rossi e Ducati pare troppo: se non – diciamo così – per scarsa propensione alla fiducia (ci sono: i pessimisti sempre; ci sono, i voglio tutto e subito; ci sono, i farei qualsiasi cosa per non fare mai fatica), almeno per il fatto che il binomio made in Italy ci piace. Lo volevamo, lo abbiamo atteso: non può finire così. E’ anche questione di immagine, intesa nel senso e nell’accezione più elevata: dignità, storia professionale, carriera, tradizione. E dovere, perchè no, dovere morale nei confronti di milioni di persone messe lì apposta per attendere questo.

Che la Ducati e Valentino Rossi vincano insieme, che sfianchino l’asfalto di Jerez. Allora, se il gotha del giornalismo specialistico (o chi ne fa e ne ha fatto le veci) tenta di dire che forse è meglio vederli ciascuno per la sua strada; se in maniera neppure troppo velata si invitano i protagonisti a leccarsi le ferite, lasciar perdere e ricominciare altrove; se con motivazioni – perchè no – che hanno motivo di essere si ribadisce che l’una – la Ducati – è diventata il limite dell’altro – Valentino – e viceversa; ecco allora lasciate perdere.

MotoGp, il mistero del nuovo telaio in alluminio della Ducati GP12

Valentino Rossi ha potuto testare venerdì scorso l’ultima evoluzione della sua Ducati GP12. Il pilota pesarese ha guidato la versione della Ducati che disputerà il prossimo Motomondiale (C’E’ CHI PARLA DI DIVORZIO), nuovamente modificata dall’ultima disperata mossa della casa bolognese per provare ad aggiustare questa stagione ed anche e soprattutto la prossima: un telaio in alluminio tradizionale, di tipo Deltabox, che si ispira al modello delle moto giapponesi che stanno letteralmente dominando l’attuale Mondiale di MotoGP. Nei giorni scorsi era toccato al collaudatore Franco Battaini percorrere i primi giri sulla nuova moto, di cui però non si sa assolutamente nulla per il totale riserbo mantenuto sulla vicenda dalla Ducati. Tuttavia, stando a quanto pubblicato da alcuni siti internet specializzati e molto vicini alla scuderia di Borgo Panigale, è possibile trarre anche se in via ufficiosa, qualche indicazione sui test, gli ultimi a disposizione per la Ducati in questa stagione. Secondo Gpone.com, ad esempio, Rossi avrebbe percorso sulla pista spagnola di Jerez tante piccole sessioni di pochi giri ciascuna, con tempi inizialmente alti per poi migliorarsi via via col tempo, fino a fermare il cronometro intorno all’1’39”.

STESSI TEMPI DELLA HONDA – La pole position ottenuta da Stoner quest’anno con la Honda da 800cc è stata di 1’38”757, ma identici sono stati anche i tempi realizzati con la nuova Honda da 1000cc che disputerà il prossimo anno: dunque la Ducati stando alle notizie ufficiose, sarebbe riuscita a colmare il gap che la separa dalle scuderie giapponesi. Anche il sito in questione parla di questo misterioso telaio in alluminio, che non sarebbe lo stesso utilizzato ad Aragon sulla GP11.1: dovrebbe trattarsi come detto di un Deltabox a struttura mista, un doppio trave discendente in alluminio che lascerebbe al motore una funzione semiportante, con il forcellone infulcrato ancora al carter e non invece al telaio, una soluzione questa, che almeno concettualmente riprenderebbe quella delle Ducati con telaio a traliccio, con la differenza però, che i tubi sarebbero sostituiti da due travi in alluminio, come viene appunto descritto nel sito. Dlla Ducati non confermano e non smentiscono: certo però è che, in assenza di ulteriori test possibili per collaudare la nuova moto, la soluzione tecnica dovrà essere adottata in gara nel resto della stagione attuale.

MotoGp, Bautista lancia la Suzuki in vista di Motegi: “Possiamo crescere ancora”

La Suzuki sta chiudendo il mondiale in crescendo: nelle ultime gare infatti, il team ha fatto registrare passi da gigante ed in gara è sempre in lotta per terminare nella Top 10. A Motegi, nel discusso e temuto GP di casa che si correrà domenica prossima, il team giapponese avrà un’altra buona occasione per mostrare i miglioramenti ottenuti in corso d’opera nel Mondiale, perché il circuito dovrebbe essere adatto alle caratteristiche del suo pilota, lo spagnolo Alvaro Bautista. «Non vedo l’ora di tornare in sella e continuare con il lavoro a Motegi», ha detto lo spagnolo. «Sono davvero soddisfatto dal modo in cui le cose sono andate nelle ultime gare e so che dobbiamo ancora fare passi in avanti, ma Motegi sarà un buon posto per fare ancora ulteriori miglioramenti. Questa è una gara molto importante per Suzuki e tutto il popolo giapponese, siamo stati in grado di mostrare il supporto per il paese in tutte le gare dopo il terribile disastro di marzo, ma ora possiamo andare lì di persona e mostrar loro che siamo veramente vicini». La casa giapponese nella MotoGp rappresenta la cenerentola del Sol levante, visto che le sorellastre maggiori, Honda e Yamaha sono sempre in copertina: ciò nonostante la Suzuki vanta moltissimi appassionati che ne apprezzano da sempre lo stile. Prosegue Bautista: «Penso che potrebbe essere un evento emozionante, ma voglio spingere la GSV-R e me stesso al limite e dare a tutti in Suzuki e a tutti i tifosi della squadra qualcosa per cui sorridere ed essere orgogliosi», ha chiuso l’iberico.