
Dalla fine del 2004 l’Aprilia fa parte del Gruppo Piaggio (presidente e a.d. Roberto Colaninno) che si pone per la casa di Noale l’obiettivo di rafforzarne la posizione di leader sul mercato nei segmenti della moto e dello scooter, quale unico costruttore europeo full liner di veicoli due ruote da 50 a 1000cc in un’ottica di forte sviluppo dell’identità di marca, anche attraverso la conferma dei poli di R&D e di produzione di Noale e Scorzè.
All’espansione nel settore scooter, con l’ampliamento e il rinnovamento della gamma Scarabeo (oggi disponibile nelle cilindrate da 50 a 500cc e affiancato da modelli di successo come Sportcity) si accompagna la produzione di moto dai forti contenuti tecnici, stilistici e di innovazione: come Aprilia Shiver 750, prima moto di serie al mondo dotata di controllo elettronico del gas “ride by wire”, o Mana 850, prima moto lanciata sul mercato con un rivoluzionario cambio automatico totalmente gestito dall’elettronica. Nel settore off road, prima vocazione agonistica del marchio, hanno destato scalpore le nuove moto Aprilia 450 e 550cc bicilindriche ad altissime prestazioni.
Una delle prelibatezze di casa Aprilia è lo Scarabeo 50 Street.
1. Julian Simon (spa) Aprilia, in 39’57″337;


La crisi economica ha investito tutti i settori, nessuno escluso. Lo sanno bene i protagonisti delle due ruote che vivono – e pensiamo a tutti i marchi più importanti, da Aprilia a Ducati, da Piaggio a Kawasaki – tempi di magra. Gli incentivi governativi e istituzionali, a questo punto, diventano un must che garantirebbe alle aziende auna bella boccata d’aria ed è in questa direzione che va la richiesta delle maggiori compagnie di motoveicoli.

Con lo Scarabeo di Aprilia, intere generazioni di giovani sono diventate adulte. Lo scooter, riferimento incontrastato di fiumi d’adolescenti, decide ora di rifarsi il look per non rischiare di mancare l’appuntamento con il progresso.
Nemmeno i nuovi, astrusi, regolamenti potranno fermare la voglia di correre dei grandi costruttori. In special modo, non potranno fermare il desiderio di assaggiare l’asfalto che è proprio dei grandi marchi italiani. È per questo che Aprilia, storicamente egemone nella categoria 250, sta valutando le contromisure più adatte per ovviare alla creazione della categoria Moto2 (dal 2010 sui vostri schermi al posto della “pensionata” quarto di litro), categoria mono-marca riservata a moto montanti motore Honda.
Come recita l’antico adagio, “Una rondine (ahimè) non fa Primavera”. Ne sa qualcosa il pilota romano Max Biaggi, il più veloce di tutti nella prima giornata di prove (libere) sul circuito di Valencia – dove domenica si correrà la terza gara stagionale del campionato del mondo Superbike – salvo ritrovarsi in diciottesima piazza al termine delle qualifiche del sabato, la cosiddetta Superpole. Il format delle eliminatorie, dunque, ha mietuto un’altra illustre vittima, esaltando invece per la terza volta consecutiva (su tre tentativi) le doti del fenomenale “deb” statunitense Ben Spies su Yamaha. Il 25enne texano ha fermato le lancette sull’1’33″270.

Messaggio per chi crede che la vita non possa cambiare, meno che mai da un momento all’altro. Per chi pensa, come Calimero, di essere “piccolo e nero”; e forse anche un po’ disgraziato, e si è già rassegnato a questa prospettiva. A questi possiamo dire che Aprilia ce l’ha fatta, riuscendo a portare la propria RSV4 sul podio di una gara del mondiale Superbike. Spieghiamo anche ai profani: la casa motociclistica di Noale è tornata in SBK solo in questo 2009, dopo ben 7 anni di esilio volontario; la moto per il campionato, affidata a Nakano e Biaggi, prendeva 2” puliti puliti di paga solo due mesi addietro.