MotoGP: oggi si recupera il Qatar, Rossi e Stoner polemici con Dorna

di Redazione 0

La pioggia caduta sul circuito di Losail (Qatar) in questa mattina di Pasquetta, è ben più insidiosa rispetto a quella che ieri ha costretto gli organizzatori ad annullare il Gran Premio della categoria MotoGP. È infatti una pioggia di polemiche, quella che si sta abbattendo su tutta la struttura “dirigenziale”, anzi una vera e propria grandinata, a giudicare dall’intensità dei colpi, degli strali lanciati dai due piloti più carismatici del lotto dei partenti: i grandi rivali Valentino Rossi e Casey Stoner, per una volta in assoluta ed incondizionata sintonia d’intenti.

“E’ una beffa: abbiamo rimandato l’inizio del mondiale di un mese per il freddo (in effetti, il campionato è l’ultima tra le grandi competizioni motoristiche ad essere cominciata, ndr) e ci troviamo la pioggia – ha sentenziato “The Doctor”, campione in carica alla caccia del nono iride in carriera –. A questo punto, sarebbe stata una beffa non correrlo proprio. Devono capire che questo non è un circo, le gare si fanno nei circuiti e di giorno, bisognerebbe pensare di più allo sport che allo show”. Il “Devono” è chiaramente indirizzato a Dorna, proprietaria dei diritti del motomondiale e sempre a caccia di soluzioni innovative per catturare un’audience maggiore.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’australiano del team Ducati Casey Stoner, forse ancora più rammaricato del collega e preoccupato per la gara anche nonostante il miglior tempo del sabato che lo ha collocato in pole position: “Correre di lunedì? Non è una buona idea. Non abbiamo nessuna certezza che non piova (in effetti, nonostante i piloti si trovino in pieno deserto la probabilità di pioggia per la serata è molto alta: 40%, ndr). L’acquazzone di oggi, inoltre, ha sporcato la pista di sabbia e quindi c’è anche un rischio sicurezza“, come dimostra la caduta nei test di Pedrosa, avvenuta il mese scorso proprio nelle stesse condizioni. Qualcuno corra a sanare le fratture, altrimenti ci attende un mondiale di reciproche accuse.

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