MotoGp 2009, il pagellone dei piloti: Valentino Rossi 9

di Moreno 0

Quando ci si accinge a parlare di un campione – Valentino Rossi – che in carriera è stato capace di portare a casa ben 9 titoli mondiali, il rischio è di scadere nella celebrazione.

Proveremo a non scivolare nel banale e ad essere originali, ben consapevoli del fatto che tutti gli aggettivi sono già stati utilizzati per descrivere lo strapotere del centauro di Tavullia come pilota e l’entusiasmo che scatena come personaggio.

Qualcuno, esagerando, ha parlato del nono come “il titolo più sofferto”: non condividiamo, dal momento che la leadership del “Dottore” è stata, (quasi) mai come stavolta, al di sopra di ogni discussione. Lo dimostra la fine che hanno fatto i rivali, Jorge Lorenzo (compagno di squadra in Yamaha) incluso: crollo psicologico e addio ai sogni di gloria, forse ancora prematuri finché in sella ci sarà Valentino.

Già, perché se c’è una costante nei duelli che hanno segnato le ultime stagioni del motomondiale, quella è proprio il nome di Rossi: c’era, e vinse, quando si trattò di duellare con Gibernau; c’era quando si trattò di contendere il titolo a Nicky Hayden, in una rincorsa durata un’intera stagione e costellata dalla sfortuna; c’era contro Casey Stoner, enfant prodige delle due ruote se e solo se riesce ad interpretarle come un passatempo piuttosto che come una missione da compiere; c’è adesso con Lorenzo, talmente intimorito al cospetto del totem da essersi giocato il mondiale con una scelta di box sbagliata.

La sua guida è affascinante come un altro Valentino, quel Rodolfo attore che ha ammaliato intere generazioni di donne dal grande schermo: ingresso in curva sempre al limite, eppure mai sgraziato; uscita lineare; sorpasso a sfidare le leggi della fisica, che sembrano fargli un baffo. Come quella volta a Barcellona, quando di fatto ha ipotecato il mondiale con un sorpasso all’ultima staccata. Meriterebbe un 10, ma le emozioni che ci ha fatto provare quest’anno sono state meno intense di altre volte: diamogli un nove, così come quello – il titolo – che si è preso a Sepang.

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