
Nuova Griso 8V, la più geniale e coraggiosa tra le Moto Guzzi, capace oggi di inventarsi una sportività nuova e assoluta, generata dalla forza e tecnologia dell’innovativo motore “Quattrovalvole”. Progettato nel rispetto di una tradizione quarantennale, il nuovo motore ricrea, con 563 particolari inediti, la razionale architettura del bicilindrico trasversale a V di 90°, introducendo la distribuzione monoalbero a camme in testa, che comanda, per mezzo di silenziose catene “morse”, 4 valvole per cilindro.
E’ questa un’evoluzione decisiva nello sviluppo del motore da 1200 cc, rinnovato in oltre il 75% delle sue componenti, per raggiungere una potenza di ben 110CV a soli 7500 giri/min, con una coppia massima 11 Kgm ottenuti a 6400 giri/min. Bicilindrico a V di 90°, 4 tempi, raffreddamento ad aria e olio con pompa di raffreddamento indipendente, cilindrata 1.151 cc, alesaggio e corsa 95 x 81,2 mm, rapporto di compressione 11 : 1, diagramma di distribuzione a gioco di controllo 1 mm.

Sapevamo, delle moto, che possono essere comode o belle; quello che ancora nessuno ci aveva spiegato era che le due ruote possono essere sia comode che belle. Penso al “cinquantino” e mi convinco che abbia un suo fascino, comunque mai tanto evidente quanto lo sono la sua comodità e maneggevolezza; penso alle sportive, e rimango basito dalle prestazioni. Salvo chiedermi: “Ma non mi verrà il mal di schiena? Sembra di stare su un trespolo…”. Ebbene, Honda ha la soluzione adatta per le esigenze di chi cerca comodità e design: è SW-T400, l’unico scooter bicilindrico della sua categoria.
Bella non è, o almeno non lo è “particolarmente”. La speranza, però, è che almeno sia buona come gli snack del marchio italiano che ne occupa la quasi totalità della carena. Il soggetto in questione, se siete degli appassionati del MotoGP ormai lo avrete capito, è la nuova RC212V del team Honda-Gresini, svelata mercoledì mattina presso le Officine del Volo di Milano. Un luogo simbolico? Ecco un altro auspicio. Già, perché in un epoca di significativa austerity, dove il pane per i team satellite si è fatto sempre più duro, l’ambizione del patron Fausto Gresini non si è certo ridimensionata.
Messaggio per chi crede che la vita non possa cambiare, meno che mai da un momento all’altro. Per chi pensa, come Calimero, di essere “piccolo e nero”; e forse anche un po’ disgraziato, e si è già rassegnato a questa prospettiva. A questi possiamo dire che Aprilia ce l’ha fatta, riuscendo a portare la propria RSV4 sul podio di una gara del mondiale Superbike. Spieghiamo anche ai profani: la casa motociclistica di Noale è tornata in SBK solo in questo 2009, dopo ben 7 anni di esilio volontario; la moto per il campionato, affidata a Nakano e Biaggi, prendeva 2” puliti puliti di paga solo due mesi addietro.
Mentre il baby (25 anni) fenomeno Ben Spies su Yamaha e la “deb” italiana Aprilia hanno già stupito l’intero mondo della Superbike, rispettivamente con tre vittorie e due podi consecutivi, c’è un marchio all’esordio anch’esso, ma finora non altrettanto efficace: stiamo parlando di BMW, colosso tedesco che può competere (unico in Europa) con le grandi marche giapponesi quanto a numero di moto vendute (ben 100mila esemplari all’anno), eppure ancora incapace di andare oltre l’ottava piazza ottenuta da Troy Corser al termine della gara inaugurale di Phillip Island. Quali sono dunque le ragioni all’origine di questa che ancora non possiamo definire “crisi”, sebbene poco ci manchi?
“La notte è fatta per dormire”, secondo molti. Altrettanti, però, sono quelli in disaccordo con un’affermazione di questo genere: la notte è fatta – ad esempio – per pensare, “perché le idee migliori mi vengono di notte”; oppure , specie se si tratta della notte che separa il sabato dalla domenica, per divertirsi; la notte poi, secondo Valentino Rossi, non è comunque, assolutamente, fatta per andare in moto. “Meglio fare altre cose…”, ha dichiarato il campione di Tavullia, che pur senza esplicitare “quali” possano essere queste altre cose, è riuscito sicuramente a farsi capire.
“La MotoGp costa troppo, se non ci diamo una ridimensionata le case scapperanno tutte verso la Superbike”. È un Valentino Rossi combattivo, senza giri di parole e “sindacalista” come sempre quello che si presenta al taccuino del cronista durante questa pausa che porterà i piloti della “classe regina” fino ai test di Jerez di fine mese prima, ed all’esordio nel mondiale poi il prossimo 12 aprile. “E’ diventata troppo d’élite, e questo non va bene. Il fatto che case come BMW e Aprilia vadano a correre altrove (il riferimento è alla Superbike, dove i due marchi hanno debuttato quest’anno) è un segnale che c’è qualcosa di sbagliato”.
In attesa di scoprire cosa accadrà tra circa un mese con le MotoGP, il circuito di Losail (Qatar) ha trovato in Ben Spies il proprio, incontrastato ed inavvicinabile, padrone. Almeno per quello che riguarda le due ruote… Il 25enne fenomeno statunitense, che da questa stagione guida la Yamaha R1 nel mondiale Superbike dopo aver dominato l’analoga categoria del continente nord-americano, ha infatti infilato il “filotto” centrando Superpole (venerdì) salvo ripetersi oggi in gara, cogliendo il successo sia nella prima che nella seconda prova. Chissà se Spies sognava un esordio tanto positivo: 2 circuiti, 4 gare (come è nel costume delle derivate di serie) e 3 vittorie sono un bilancio esaltante per un “deb”.
