Rossi non è al top, “lascia” la vittoria a Marquez

di Alba D'Alberto 2

Il MotoGp di Austin è andato a Marquez, il più veloce nella gara e forse anche per tutto l’anno motoristico. Nonostante le buone premesse di Rossi, in America hanno vinto tre cowboy d’eccezione: Marquez (Honda) e poi anche Iannone (Ducati) e Lorenzo (Yamaha).

Si può immaginare la delusione di Rossi alla fine del GP di Austin che è stato concluso non sotto la bandiera a scacchi ma nella curva 2 al terzo giro. Una scivolata fatale e poi anche la perdita dell’anteriore della Yamaha. Secondo il campione di Tavullia che non sembra avere la stessa verve dell’anno scorso, ci sono state anche delle noie rispetto alla frizione. Tutte concause di una caduta che gli è costata il podio (forse). Rossi, comunque, non nega di aver fatto anche degli errori, o almeno un errore

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“Il problema è che in partenza ho bruciato la frizione e quando davo gas slittavo tanto per cui dovevo fare il rettilineo a metà gas. Dopo i primi due giri ho provato a stare calmo e far raffreddare la frizione per recuperarla un po’ e stava andando così, ma all’inizio del 3° giro ero lì e alla curva 2 ho fatto una linea un po’ diversa, preso una buca e mi si è chiuso lo sterzo. Ho sbagliato e sono caduto. Peccato, andavo forte, stavo bene in staccata, ma queste sono gomme che non perdonano se sbagli. Con le Bridgestone non si cadeva mai, anche se andavi largo: quest’anno vincerà chi sarà più bravo ad adattarsi a queste gomme”.

C’è chi gli chiede se allora non sia meglio dell’anno scorso e lui risponde

“Io meglio del 2016? Presto per dirlo, mi sento molto bene con la moto e le Michelin: ci sono tutte le possibilità per fare bene”. Infine ribadisce un suo vecchio pallino: “Sarei contento di far provare la mia M1 ad Hamilton, ma io voglio guidare la Mercedes. Però andrebbe bene pure la Ferrari…”.

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